Viterbo, i video dello stupro su WhatsApp: tra i destinatari anche il papà di uno degli arrestati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 maggio 2019 9:46 | Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2019 11:10
viterbo stupro

Viterbo, i video dello stupro su WhatsApp: tra i destinatari anche il papà di uno degli arrestati

VITERBO – Nuovi dettagli sul presunto stupro di Viterbo per il quale sono stati arrestati due giovani militanti di CasaPound, Chiricozzi e Licci. La donna, 36 anni, che dice di essere stata violentata, nel seminterrato del pub Old Manners sarebbe stata semisvenuta mentre gli aggressori, secondo l’accusa, avrebbero infierito su di lei. Per vantarsi, gli arrestati avrebbero condiviso quattro video e altrettante immagini dello stupro su una chat WhatsApp letta da diversi componenti del Blocco Studentesco. Tra i destinatari ci sarebbe stato anche il padre di Licci.

Come ricostruito dal Gip, la vittima sarebbe stata in uno stato di semi incoscienza per il pugno ricevuto in faccia da uno degli stupratori e per l’effetto di alcol e ansiolitici. Dopo lo svenimento, i fermati l’avrebbero spogliata e avrebbero iniziato la violenza mentre – spiega l’ordinanza di arresto – “si trovava in un evidente stato confusionale, ai limiti dell’incoscienza”.  Un video di sette minuti la mostrerebbe inerme e sdraiata sul pavimento, violentata a turno dai suoi aggressori anche con oggetti. 

Gli stupratori l’avrebbero minacciata di ammazzarla mentre bestemmiavano. A un certo punto Licci, secondo l’accusa, avrebbe controllato il cellulare dicendo: “Oh non si vede niente”, così si sarebbe spostato per cambiare l’angolazione e ricominciare il filmino con cui si sarebbe poi vantato online. Il video infatti, sarebbe stato condiviso su una chat WhatsApp dell’organizzazione neofascista Blocco studentesco. Viste le immagini raccapriccianti il padre di Licci lo avrebbe invitato a disfarsi il prima possibile del telefono, mentre un altro componente del gruppo avrebbe suggerito di fare “il reset del telefono”. Chiricozzi, secondo l’accusa, avrebbe seguito i consigli e cancellato l’intera app resettando anche l’hard disk delle telecamere del pub. Licci, invece, non avrebbe fatto in tempo a rimuovere le immagini compromettenti che, così, sarebbero entrate negli atti dell’indagine.

Nel frattempo per gli avvocati dei due ragazzi accusati di violenza sessuale di gruppo e lesioni aggravate nei confronti della 36enne, la misura cautelare del carcere è troppo dura e, soprattutto, non ce ne sarebbero i motivi. “Abbiamo chiesto i domiciliari per entrambi – annuncia l’avvocato Valerio Mazzatosta, difensore di Riccardo Licci con il legale Domenico Gorziglia – perché non c’è né rischio di inquinamento delle prove, né altri elementi che possano giustificare la detenzione in carcere”.

La richiesta di alleggerimento della misura cautelare è stata presentata ieri 30 aprile dai legali di Francesco Chiricozzi e di Riccardo Licci. I due, entrambi attivisti di Casapound, sono stati espulsi dai vertici del movimento di estrema destra subito dopo la notizia degli arresti.  (fonte TGCOM24 – TUSCIA WEB)