“Voglio una prostituta”. Ma non era Cinzia: casalinga, non escort. Denunciato

Pubblicato il 16 novembre 2014 13:42 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2014 13:42
"Voglio una prostituta". Ma non era Cinzia: casalinga, non escort. Denunciato

Un’ora con una escort, sogno infranto di un cinquantenne di Lucca

LUCCA – Un lucchese over 50 in cerca di una prostituta ha sbagliato numero di telefono e ha cercato con insistenza i favori di una casalinga di Camaiore. Era convinto che fosse lei, a quel numero di cellulare che ha continuato a comporre per parecchi giorni, la bella e prosperosa Cinzia, mora e giovanissima escort, per la quale aveva perso la testa guardando un sito di incontri.

Poteva andargli peggio, perché alla fine la donna di Camaiore, invece di percorrere i pochi chilometri che la separavano da Lucca, ha fatto solo pochi metri e è andata dai Carabinieri e dai carabinieri la pratica è finita sul tavolo del sostituto procuratore Elena Leone che ha capito l’imbarazzante equivoco, ha raccolto l’ancor più imbarazzato pentimento del focoso lucchese e ha archiviato la denuncia.

La vicenda risale agli inizi d’estate, ma è emersa solo in questi giorni e il Tirreno di Livorno, che a Lucca schiera una bella redazione, l’ha raccolta e Luca Tronchetti l’ha raccontata:

“Guardando con attenzione un catalogo web di prostitute il cinquantenne lucchese s’imbatte in una certa Cinzia, mora e dalle forme generose. È lei la donna che cerca. Allora prende il cellulare e compone il numero per fissare un incontro. Ma l’eccitazione del momento gli obnubila la mente e sbaglia uno dei numeri che compongono il prefisso del telefonino.

Destino vuole che quel numero sbagliato corrisponde al numero di cellulare di una quarantenne casalinga di Camaiore. La donna riceve la chiamata e resta basita quando dall’altro capo il cinquantenne lucchese si propone e le chiede un appuntamento:

«Ti ho vista su quell’annuncio su internet. Quando posso venire per un appuntamento?».

La donna resta per un attimo in silenzio e poi chiede spiegazioni. Vuol sapere chi è l’autore di quello che ritiene uno scherzo di cattivo gusto. Ma quello insiste e si fa più audace e volgare. Frasi oscene che la costringono a riattaccare.

Passano pochi minuti e ecco squillare nuovamente il telefonino. È ancora il cinquantenne lucchese in cerca di sesso a pagamento che parla senza inibizioni. La casalinga chiede nuovamente spiegazioni e di fronte all’incedere spedito e al linguaggio da caserma dell’individuo la donna spenge il cellulare.

Ma il cinquantenne in preda all’eccitazione non demorde. Vuole incontrare quella escort a tutti i costi e non gli passa per l’anticamere del cervello di poter aver sbagliato numero. Così per un paio di giorni prosegue le sue chiamate erotiche con richieste di incontro immediato a pagamento in qualunque luogo e a cifre importanti.

Alla sesta telefonata la casalinga esasperata esce di casa e si dirige alla caserma dei carabinieri più vicina dove sporge denuncia per molestie telefonica.

La vicenda accade alcuni mesi fa, poco prima del periodo estivo, e per i militari è un gioco da ragazzi arrivare al telefonino del lucchese che lascia evidenti tracce. Il cinquantenne viene contattato dai carabinieri che lo convocano in caserma per interrogarlo. Lui confessa di aver fatto alcune chiamate convinto di parlare con una giovane prostituta. Il fascicolo finisce sul tavolo del sostituto procuratore Elena Leone che chiede immediatamente l’archiviazione per mancanza dell’elemento psicologico. Il cinquantenne era convinto di parlare con una escort e non con una casalinga che non c’entrava nulla con la prostituzione”.