Weinstein, anche la produttrice Netflix Alexandra Canosa lo denuncia per violenza sessuale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 maggio 2018 6:44 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2018 17:51
Weinstein, anche la produttrice Netflix Alexandra Canosa lo denuncia per violenza sessuale (foto Ansa)

Weinstein, anche la produttrice Netflix Alexandra Canosa lo denuncia per violenza sessuale (foto Ansa)

LOS ANGELES – Emergono nuovi dettagli dall’ennesima denuncia di violenza sessuale nei confronti di Harvey Weinstein: Alexandra Canosa, produttrice del “Marco Polo” di Netflix, a dicembre aveva intentato una causa per 10 milioni di dollari contro l’ex produttore cinematografico e il fratello Bob, nonché la società e i membri del consiglio di amministrazione.

Nella denuncia di Canosa è sostenuto che nel corso di sette anni in cui ha lavorato con Weinstein l’abbia aggredita sessualmente circa nove volte e minacciata che se avesse riferito l’accaduto ci sarebbero state ripercussioni, tra cui la perdita del lavoro.
Canosa ha affermato che la prima aggressione sessuale è stata nel 2010 al Tribeca Grand Hotel e gli abusi sono andati avanti fino a settembre 2017 a New York, Los Angeles, Malesia e Budapest.

 

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I maltrattamenti, le costanti minacce sono continuate fino a poche settimane prima che lo scandalo travolgesse Weinstein, accusato anche da altre donne, scrive il Daily Mail.

Canosa ha denunciato che “in molte occasioni, Harvey Weinstein ha insistito per incontrarla in ambienti isolati per fini lavorativi, ha fatto in modo che nessun’altra persona o astante si trovasse in giro durante le riunioni di lavoro, ha richiesto contatti sessuali e l’ha minacciata se non avesse ceduto, nonostante le ripetute richieste di fermarsi”.

L’avvocato di Weinstein, Phyllis Kupferstein, in un comunicato ha dichiarato che Canosa era un'”amica” che ha lavorato per l’azienda per 10 anni “ricoprendo un ruolo importante, supervisionando molti progetti. Weinstein la considerava una buona amica e ora è sconvolto dalle sconvolgenti affermazioni, non supportate dai fatti”.
L’ex produttore, che ha sempre negato le accuse di violenza sessuale, attualmente è sotto indagine giudizia a New York, Londra, Beverly Hills e Los Angeles; è stato licenziato dalla società che ha di recente presentato istanza di fallimento.