YOUTUBE Modella Playboy risarcita per ferita lato B

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2015 11:37 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 11:37
Modella Playboy risarcita per ferita lato B

Modella Playboy risarcita per ferita lato B

LOS ANGELES – La modella di Playboy Elizabeth Dickson ha vinto la sua causa ed ha ricevuto dalla Playboy Enterprises 500mila dollari di risarcimento. La Dickson, nel 2012, era rimasta ferita per un incidente sul lavoro che ha coinvolto il suo lato B durante uno spettacolo in un campo da golf.

La modella ha portato davanti a un giudice la Playboy Enterprises con successo. La casa di produzione fondata da Hugh Hefner è stata condannata per aggressione e negligenza per aver provocato una brutta ferita al gluteo. In tutto era accaduto durante il Playboy’s Morning Show: l’attore Kevin Klein aveva colpito la pallina da golf che si trovava posizionata tra i glutei della modella. Nel colpire la pallina però, aveva finito per colpire anche uno dei due glutei.

Alla modella era stato chiesto di stendersi a pancia in giù sul campo da golf per i Playboy Golf Finals, campionato da golf americano. Purtroppo però, l’attore che doveva dare il colpo di inizio aveva preso male la mira ed aveva ferito la ragazza.

Si tratta di un duro colpo per la casa di produzione, già messa in crisi dall’avvento del porno su internet. Il crollo delle vendite ha portato infatti Playboy alla decisione estrema: dire addio alle conigliette e ai nudi integrali sulla rivista dopo 62 anni di pubblicazioni. “Oggi con un click puoi trovare tutto il sesso che vuoi”, ha spiegato l’amministratore delegato Scott Flanders. Da qui la decisione, presa anche con il sostegno di Hugh Hefner, di sostituire le foto di nudo con un articolo, puntando su contenuti e non solo su foto.

L’annuncio dello storico cambio arriva dal New York Times ad ottobre. La rivista fondata da Hefner nel 1953 e che esordì con le foto di Marilyn Monroe in copertina, ha avuto un crollo vertiginoso di vendite: dai 5,6 milioni di copie che ha venduto nel 1975 alle appena 800mila copie dell’ultimo anno.