A Bruxelles si cerca l'accordo: consenso solo su banche

Pubblicato il 26 ottobre 2011 21:50 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 1:32

BRUXELLES – L'Europa continua a discutere, l'accordo continua a non esserci: finito un vertice dei leader Ue, a 27, ne comincia subito un altro, in formato Eurozona, a 17. E di accordo per ora c'e' solo l'ombra: c'e' consenso sulla ricapitalizzazione delle banche europee, ma non sulle cifre, perche' sono strettamente dipendenti dagli altri due nodi che devono sciogliere i 17. Ovvero le perdite delle banche esposte sul debito greco, e l'aumento del fondo salva-Stati Efsf. E su entrambi i fronti gli attriti sarebbero talmente grandi che non si esclude un nuovo vertice.

A mettere le mani avanti dopo il primo vertice e' il premier polacco Donald Tusk: ''Non vi aspettate un accordo completo stasera, siamo vicini ma mancano parecchi dettagli'', ha spiegato al termine della riunione. E non ha escluso che la quantita' di ''dettagli'' da definire potrebbe richiedere un altro vertice. Ma piu' che dettagli, le questioni insolute sembrano elementi capitali. La trattativa sulle perdite delle banche esposte in Grecia, e' in stallo totale: il direttore del Tesoro Vittorio Grilli, in qualita' di guida del Cef (comitato economico e finanziario), ha negoziato fino a stasera sulla base di cifre che gli aveva fornito l'Ecofin e ha trattato con le banche perdite tra il 40 e il 60%. Ma le banche hanno fatto resistenza, fino a spingere il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel a scendere direttamente in campo.

In serata, a quanto si apprende, negozieranno con gli istituti, per perdite che vogliono superiori al 50%. Con una tale svalutazione infatti, il rapporto debito/pil greco tornerebbe al 120% nel 2020, un livello considerato ''sostenibile'' rispetto al 160% attuale.

L'altro nodo e' il fondo salva-Stati Efsf: i leader dell'Eurozona dovranno decidere come aumentare la potenza di fuoco del fondo che oggi conta su 440 miliardi di euro e che deve arrivare almeno a triplicare la sua capacita' per poter diventare un vero 'bazooka' per allontanare il rischio contagio della crisi dei debiti. Ma la Germania non vuole coinvolgere la Bce, e non vuole dare un paracadute 'gratis' ai Paesi a rischio. Per questo chiede piu' impegni a Paesi come l'Italia.

La Francia invece non vorrebbe 'congedare' la Bce e vorrebbe che nelle conclusioni del summit venisse assicurato l'impegno ad acquistare bond dei Paesi a rischio anche in futuro. Un riferimento che a Berlino non piace, nonostante oggi il futuro presidente della Bce Mario Draghi abbia detto che le ''misure straordinarie'' continueranno. L'attrito tra Francia e Germania per ora blocca le discussioni sul futuro dell'Efsf, che sembra destinato a diventare parte di uno strumento ad hoc, o 'special purpose investment vehicle', che possa attrarre fondi del Fmi e di investitori da Cina o dai Paesi Brics.

Intanto, nonostante sulla ricapitalizzazione delle banche non vi siano cifre, e si aspetti la fine del vertice Eurogruppo per averne, l'accordo c'e' sul portare entro giugno 2012 il coefficiente patrimoniale al 9% delle banche sottoposte agli stress test, ovvero 90 istituti europei.