Austria: il Parlamento ci riprova, doppio passaporto per l’Alto Adige

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Settembre 2019 12:15 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2019 12:15
Austria: il Parlamento di Vienna ci riprova, doppio passaporto per l'Alto Adige

Austria: il Parlamento ci riprova, doppio passaporto per l’Alto Adige (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Austria: il Parlamento ha approvato ieri sera un emendamento con i voti dei popolari Oevp e dell’ultradestra Fpoe con il quale viene rilanciato il tema del doppio passaporto per i sudtirolesi. L’emendamento prevede l’avvio di colloqui con Roma e Bolzano sul tema. In seguito sarà presentato un disegno di legge. L’emendamento, che non è stato votato dai socialdemocratici e dagli altri partiti presenti in Parlamento, viene invece accolto con favore dalla Suedtiroler Freiheit e dagli ex consiglieri Svp.

L’idea non è nuova e non è nemmeno innocente visto che ripropone il vecchio sogno pangermanico che intende ridefinire confini ormai consolidati col rischio di riaprire vecchie contrapposizioni etniche e linguistiche. Non piace in sede Ue perché mina i buoni rapporti e l’idea di una comunità unica che è fondamento dell’Unione stessa, e non piace perché getta sale e rischia di riaprire ferite su cui già due guerre mondiali hanno lasciato il segno.

Persino in Austria l’idea del doppio passaporto e della doppia cittadinanza non piace a tutti: ad esempio al presidente della Repubblica Van der Bellen che in un’intervista alla ‘Tiroler Tageszeitung’ ha dichiarato che “l’autonomia del Südtirol è un modello esemplare in tutto il mondo e non deve essere messa a repentaglio”. 

Per la Suedtiroler Freiheit, il partito fondato da Eva Klotz, il voto del Parlamento austriaco “è un bel segnale a quasi esattamente 100 anni dagli accordi di Saint-Germain che sancirono la divisione dell’Alto Adige dal Tirolo”. Secondo il partito, si tratta “di un gesto profondamente europeista dell’Austria nello spirito di un’Europa senza confini”. L’ex assessore provinciale Bruno Hosp, a nome degli ex consiglieri Svp definisce l’emendamento “un segnale europeo della patria sovrana Austria”. “Si tratta – aggiunge – di una chiara dichiarazione di intenti”. (fonte Ansa)