Austria, bimbi vestiti da soldati ottomani nelle moschee chiuse: rievocavano campagna di Gallipoli

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 giugno 2018 13:54 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 13:54
Austria, bimbi vestiti da soldati ottomani nelle moschee chiuse: rievocavano campagna di Gallipoli

Austria, bimbi vestiti da soldati ottomani nelle moschee chiuse: rievocavano campagna di Gallipoli

VIENNA – Foto di bambini vestiti da soldati ottomani che simulavano la campagna di Gallipoli durante la prima guerra mondiale, una delle più disastrose battaglie intraprese dalla Triplice intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia) contro l’impero ottomano. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Sarebbero state quelle immagini ad irritare sensibilmente il governo austriaco, portandolo alla estrema decisione di dichiarare guerra all’islam politico, chiudendo 7 moschee filo-turche e cacciando gli imam dal paese.

Le foto, diffuse dal settimanale di centro-sinistra Falter, erano state scattate all’interno di una delle principali moschee di Vienna, legata alla comunità turca. I bambini travestiti da donne e soldati ottomani marciavano, sventolavano bandiere e si salutavano prima di andare in guerra. Una bambina travestita da soldato recita un giuramento: “Il mio cuore e le mie mani restano chiuse, lotterò fino all’ultimo respiro per non far passare il nemico a Gallipoli (città turca, ndr). Dio ci protegga”.

Si vedono anche numerose madri che riprendono la recita, come anche l’imam della moschea. Nella battaglia di Gallipoli, iniziata nell’aprile del 1915, e vinta dopo nove mesi di sanguinosi combattimenti dalle forze ottomane sulle truppe alleate di Regno Unito, Francia, Australia e Nuova Zelanda, rimasero uccisi 130.000 soldati. La rievocazione storica è stata interpretata dal governo austriaco come propaganda pro Erdogan nonostante l’Unione islamico-turca d’Austria (Atib) ne abbia subito preso le distanze.

Ecco perché i capi religiosi dell’associazione Atib sono accusati di finanziamenti illeciti dall’estero e di violazione della legge austriaca sull’islam. Inoltre una quarantina di imam dell’Atib rischia di perdere il permesso di soggiorno. La chiusura riguarda quattro moschee a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia. La decisione, con decreto dell’ufficio della cancelleria competente per le questioni religiose, non è appellabile.

Austria, bimbi vestiti da soldati ottomani nelle moschee chiuse: rievocavano campagna di Gallipoli

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