Austria governo ultradestra calcio a Italia: doppia cittadinanza alto atesini

di Riccardo Galli
Pubblicato il 18 dicembre 2017 10:16 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 10:16
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L’Austria regala il doppio passaporto ai cittadini italiani dell’Alto Adige? (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Austria governo ultradestra fa i suoi primi passi. E tra i primi passi del governo nuovo di Vienna detti nero blu dal colore di destra e ultra destra alleate c’è un calcio. Un calcio negli stinchi all’Italia. Il calcio a metà tra l’ostile e il dispettoso è l’idea, per ora solo l’idea, accarezzata e pubblicizzata di riconoscere la cittadinanza anche austriaca ai cittadini italiani dell’Alto Adige. Anzi del Sud Tirolo come a Vienna lo chiamano.

Dare il passaporto austriaco ai cittadini italiani dell’Alto Adige. A tutti? No, a quelli tedeschi e ladini. Quindi, di fatto e anche di diritto, chiedendo, proponendo ai cittadini italiani che vivono in Alto Adige di dichiararsi, schierarsi, contarsi e soprattutto dividersi su base etnico nazionalista. Vienna con la doppia cittadinanza offerta chiederebbe di dichiarare appartenenza e lealtà in cambio di un passaporto a cittadini di altro Stato.

“Nello spirito dell’integrazione europea” giustifica e battezza la mossa il neo governo di ultra destra di Vienna. Linguaggio beffardo. Segmentare una popolazione non integra un bel nulla, anzi. L’idea di riconoscere poi come tedeschi (o austriaci o ungheresi la sostanza non cambia) tutti i tedeschi o austriaci o ungheresi i cittadini di altro Stato è antica e chiara. Sottende l’affermazione che i confini degli Stati non corrispondono a quelli etnici e quindi non sono giusti ed esatti.

La storia del doppio passaporto e nazionalità per tedeschi e ladini dell’Alto Adige sottende con evidenza, significa che Alto Adige non è Italia, che Alto Adige è Sud Tirolo.

Per l’Italia un calcio negli stinchi. Anzi di più. Come venne riconosciuto dagli stessi abitanti dell’Alto Adige di lingua tedesca quando agli inizi degli anni ’90 vennero firmati impegnativi accordi, per loro lo Stato italiano aveva riconosciuto e concesso e speso ogni diritto e soldo. Abbiamo spremuto fino all’ultima goccia dissero i rappresentanti degli alto atesini di lingua tedesca. E infatti i livelli di autonomia della Regione e i livelli di finanziamenti pubblici per la Regione sono i più alti registrabili in Italia (come, di conseguenza, il reddito e la spesa pubblica pro capite).

Tutto questo viene ignorato se non irriso dalla proposta agli alto atesini di diventare anche austriaci. E poi proposta chi? Esame del sangue, delle generalità, dei cognomi? E quelli di lingua italiani sudditi austriaci fino alla prima guerra mondiale, i loro discendenti potranno? E gli emigrati austriaci, ad esempio in Canada, potranno?

Ma è inutile cercare logiche. Il senso della doppia cittadinanza è chiaro. E’ lo stesso senso che l’ungherese Orban dà alla sua politica estera: è Ungheria dove ci sono ungheresi. E’ il nazionalismo, la retorica e la mistica del sangue e della terra. Eccolo, anzi rieccolo.