Banche Centrali rastrellano oro: Ungheria compra 28 tonnellate, Germania richiama i lingotti in patria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 ottobre 2018 14:28 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2018 17:44
Banche Centrali europee rastrellano oro: Ungheria compra 28 tonnellate, Germania richiama i lingotti in patria

Banche Centrali rastrellano oro: Ungheria compra 28 tonnellate, Germania richiama i lingotti in patria (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Banche Centrali (clamorosamente quella ungherese, massicciamente quella tedesca) rastrellano oro. Oro, oro fisico. A tonnellate. La motivazione ufficiale è: diversificare gli investimenti. E quindi oro, un po’ più di oro in cassa e in casa in tempi di molta, tanta, forse troppa volatilità sull’azionario, valutario, obbligazionario. La sensazione è però di qualcosa di più di una semplice diversificazione, la sensazione è di fieno in cascina, di provviste e scorte quasi d’emergenza che si fanno, magari per prudenza, quando un guaio grosso si avvicina o anche soltanto si profila.

Bundesbank, la Banca Centrale tedesca,  ha anticipato di due anni il rimpatrio dei suoi lingotti. Erano presso Federal Reserve a New York, Bank of England a Londra, Banque de France a Parigi. La Banca centrale tedesca li ha richiamati e riportati in patria. Di sicuro in fretta, accelerando e non di poco le operazioni di rientro. Molte ipotesi sul perché. Una la certezza: è una manovra difensiva. Difendersi da cosa eventualmente?

Più clamorosa, decisamente clamorosa (anche se più piccola nelle proporzioni) è la mossa della Banca Centrale Ungherese. Insomma Orban, il governo sovranista, l’alleato e la speranza di Salvini. Da Orban, dal capofila dei sovranisti d’Europa, almeno di quella orientale una volta sovietica, poi ex comunista e ora affascinata e fiera della sua democrazia illiberale, la chiamano così) è arrivato l’ordine: comprate tutto l’oro possibile. E l’Ungheria ne ha comprato letteralmente a tonnellate.

Per circa trenta anni la Banca Centrale Ungherese ha avuto nei suoi caveau poco più di tre tonnellate di lingotti d’oro. Ad ottobre, nelle prime due settimane, in 15 giorni ne ha comprate non il doppio, non il triplo, ma dieci volte tanto. Ha comprato 28, 4 tonnellate d’oro e le ha messe nei depositi. Insieme a quelle di prima fanno 31 tonnellate e mezzo d’oro. Che ci fa l’Ungheria con questo oro? Perché ne ha comprato e in fretta così tanto?

Il sospetto più immediato è quello che tanto oro possa aiutare l’Ungheria in caso di Ungherexit, di uscita dell’Ungheria dalla Ue. L’oro servirebbe a garanzia di prestiti da ottenere sui mercati internazionali fuori dell’area euro. Ma è un sospetto tanto immediato quanto ad esame appena più approfondito abbastanza campato in aria. La Ue non è in grado di sanzionare Budapest nonostante le sue leggi illiberali. A protezione di Orban c’è Visegrad, cioè l’alleanza tra Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca. Per sanzionare nella Ue ci vuole unanimità.

E allora, da cosa si tutela Orban comprando tonnellate d’oro? Forse da nulla di preciso. Ma forse quello da cui tutelarsi è lo stesso massiccio indistinto che rende prudente Banca Centrale tedesca, tanto prudente da richiamare in patria i suoi lingotti. E’ che c’è come un’allerta meteo sulle economie e finanze valute quasi del pianeta intero. Brexit che era Brexit e sembrava una bomba d’acqua, al confronto con altro che si profila si è ridotta a una turbolenza. Usa e Cina si stanno facendo la guerra commerciale ed è già iniziata quella finanziaria con Pechino che emette obbligazioni in dollari, tenendo o almeno minacciando di poter tenere alto il dollaro che Trump vuole voli basso. Usa e Cina stanno rallentando l’economia mondiale reciprocamente frenandosi.

Ma ancora nulla di grave anche se molto di serio. L’allerta meteo indica un qualcosa di possibile anche se non certo in Europa, Europa del Sud, Italia. Qualcosa che non sarebbe acquazzone, fortunale e nemmeno solo nubifragio. Qualcosa che sarebbe alluvione, inondazione. Qualcosa che non si sa bene cosa potrebbe essere con un’Italia ai confini della insolvibilità, della non liquidità e con una Europa chiamata a pagare per l’Italia o a mollare l’Italia. Forse, semplicemente, le Banche Centrali sono come chi ascolta, riceve allerta meteo e chiude in stalla i buoi. Forse è dannatamente semplice.