Belgio, crisi finita: l'italo-belga Di Rupo premier

Pubblicato il 1 Dicembre 2011 19:22 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2011 19:25

BRUXELLES, 1 DIC – Primo italo-belga ad occupare la poltrona politica piu' importante del Paese, primo premier socialista e vallone dal 1974, primo leader politico dichiaratamente omosessuale a prendere la guida di un governo europeo: Elio Di Rupo, ormai a un passo dal dare al Belgio un nuovo esecutivo dopo una crisi durata 535 giorni (il record mondiale), si presenta come l'uomo dei primati. Tra i quali puo' inserire anche quello di essere riuscito a mettere d'accordo ben sei partiti – in rappresentanza delle due anime del Paese, quella francofona e quella fiamminga – con una trattativa durata, tra alti e bassi, mesi e mesi.

Oggi Di Rupo, 60 anni compiuti il 18 luglio scorso, ha presentato al re il testo dell'accordo raggiunto ieri sera con i partiti della nuova coalizione di governo, poi si e' nuovamente seduto al tavolo con i rappresentanti degli stessi partiti per un'ultima limatura del documento che, in oltre 180 pagine, traccia in maniera molto dettagliata il programma del nuovo esecutivo. Se tutto andra' come previsto – ancora manca la lista dei ministri ma dopo tanta fatica pochi temono sorprese dell'ultima ora – nel weekend ogni partito della coalizione dovra' metabolizzare e fare suo il programma di governo. Che all'inizio della prossima settimana, al piu' tardi mercoledi' 7 dicembre, dovrebbe diventare pienamente operativo.

E cosi' Di Rupo, conosciuto anche per l'abitudine di indossare sempre il papillon, potra' insediarsi al numero 16 di Rue de la Loi, sede del premier, a poche centinaia di metri dalla sede del Consiglio europeo, dove giovedi' prossimo partecipera' al suo primo summit Ue in un momento particolarmente difficile per la vita dell'Unione, ma anche per quella del Paese, recentemente 'degradato' dalle agenzie di rating.

Per questo italo-belga – figlio di genitori abruzzesi partiti nel 1947 alla ricerca di lavoro da Valentino in Abruzzo Citeriore, in provincia di Pescara, e cresciuto tra mille difficolta' dopo aver perso il padre ad appena un anno – sara' il coronamento di un sogno coltivato con ammirevole determinazione. A rovinargli la festa ci proveranno gli indipendentisti fiamminghi dell'N-VA rimasti fuori dalla compagine di governo che lo accusano di non parlare sufficientemente bene la loro lingua. Ma lui replica deciso: ''Mi applichero' e migliorero'. In Parlamento rispondero' in fiammingo, anche sbagliando, ma lo faro'''.