Bonn e Berlino, vecchia e nuova capitale della Germania

Pubblicato il 30 Giugno 2011 8:01 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2011 18:09

BERLINO – Solo vent’anni fa, all’indomani della caduta del muro e della riunificazione della Germania, i parlamentari tedeschi si incontravano per prendere un’importante decisione. La capitale del paese sarebbe dovuta rimanere a Bonn, la «piccola città nella Germania», come la descriveva Le Carré in un romanzo poliziesco, oppure tornare a Berlino? Tra gli analisti politici, molti non dubitavano che la scelta sarebbe stata quella della continuità. Bonn era stata invero designata come «capitale provvisoria» della Repubblica Federale ma aveva adempiuto le sue funzioni con zelo magistrale e il successo post-bellico della società e dello stato tedesco erano indissociabili dalla prosperità della città burocratica sul Reno.

Inoltre, Berlino, quasi alla frontiera con la Polonia, sembrava troppo distante da quelle dinamiche, soprattutto franco-tedesche, che stavano portando l’Europa ad una maggiore coesione economica e politica. Infine, la città prussiana era carica, secondo alcuni, di troppe cupe memorie. Capitale dell’impero guglielmino prima, capitale del terzo Reich dopo, le tragedie della storia, del militarismo prussiano e del fanatismo nazista, avevano lasciato i loro segni sul volto della città.

Alla luce di tutto questo, fu con una certa sorpresa che, il 20 giugno 1991, i tedeschi e il mondo scoprirono che la capitale della Germania sarebbe tornata a Berlino. Con uno scarto di una manciata di voti, 337 a 320, Bonn perdeva il suo ruolo di «prima città». Da allora, malgrado le innumerevoli profezie catastrofiche, il trasferimento e l’assunzione delle nuove soni funzioni sono procedute nell’ordine e nella gradualità.

La «piccola città della Germania» non è andata incontro ad una decadenza economica, come molti temevano. Diversi ministeri e agenzie sono rimasti qui per decisione del parlamento e la città, uscita dalla fase amministrativa-burocratica, è stata capace di reinventarsi. Risultato, oggi Bonn cresce e si sviluppa con meno difficoltà di Berlino; qui negli ultimi anni l’occupazione è aumentata, mentre Berlino vive con dei tassi di disoccupazione cronicamente alti, mai sotto il 10%.

Il trasferimento dei poteri inoltre non ha portato, come qualche pessimista pensava, ad un «nuovo guglielminismo», ovvero ad un revival di centralismo prussiano destinato a castrale lo spirito federale della costituzione del 1949.

Nel futuro Berlino sarà chiamata a svolgere il suo ruolo di capitale sempre più pienamente. In molti si chiedono quale sia il senso dei milioni spesi per trasportare ogni anno migliaia di parlamentari e funzionari, nonché 750 tonnellate di dossier, tra gli uffici e le agenzie di Berlino e Bonn. Wolfgang Thierse, vicepresidente del Bundestag, sostiene che è «sensato riunire le funzioni del governo, passo dopo passo, nei prossimi anni».

Il futuro della Germania è ormai indissociabile da Berlino. Se le cicatrici della memoria sono ancora là, i cupi ricordi del passato sono solo una parte del panorama della città. Più che i palazzi e i boulevard delle epoche passate, Berlino sembra vivere nella modernità dei grattacieli di Potsdamer Platz o della cupola vitrea del Reichstag.