Boris Johnson blocca le auto a benzina e diesel entro il 2030 ma il motore elettrico non c’è

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 6 Dicembre 2020 17:36 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2020 17:36
Boris Johnson blocca le auto a benzina e diesel entro il 2030 ma il motore elettrico non c'è

Boris Johnson blocca le auto a benzina e diesel entro il 2030 ma il motore elettrico non c’è

Boris Johnson sa che se il Regno Unito vuole soddisfare gli ambiziosi obiettivi sul cambiamento climatico, in 10 anni le auto su strada dovranno essere elettriche. 

Boris Johnson però non sa, e nemmeno i suoi ministri, nulla dell’impatto che ciò potrebbe comportare sull’economia, rivela Giampaolo Scacchi. Come ha scritto il Daily Mail, il Primo Ministro ha già imposto la fine delle nuove vendite di veicoli a benzina e diesel entro il 2030. Con 10 anni di anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto.
Ma il Comitato sui cambiamenti climatici avverte. Per soddisfare gli “ambiziosi” piani di ridurre le emissioni del 68% rispetto ai livelli del 1990. Il 46% della “flotta automobilistica” del Regno Unito deve già avere il motore elettrico. 
 
Lord Deben, presidente del comitato, ha affermato che sarebbe “concretamente fattibile” Se in tempi brevi fossero introdotte delle politiche in tutta l’economia. Il che a sua volta comporterebbe benefici significativi per la ripresa economica del Regno Unito.
L’avvertimento è arrivato quando i revisori del governo, una specie di Corte dei Conti, lo hanno spiegato chiaro. Che i ministri non hanno idea di quanto costerà all’economia della Gran Bretagna. Raggiungere l’obiettivo generale del “net zero” (zero netto) entro il 2050.
 
Il National Audit Office (NAO) in un rapporto ha affermato che il piano è una “sfida gigantesca”. Il Regno Unito ha sancito per legge l’obiettivo di raggiungere le emissioni a zero netto entro il 2050. Il che significa ridurre il più possibile i gas serra. E compensare il rimanente inquinamento piantando alberi o utilizzando la tecnologia per catturare il carbonio.

Boris non ha calcolato costi e benefici

Ma il NAO ha affermato che “né il Dipartimento per le imprese, l’energia e la strategia industriale (BEIS) né il ministero del Tesoro raccolgono informazioni. Sui costi e benefici totali delle politiche governative che contribuirebbero al raggiungimento dello zero netto”.
 
Ha inoltre aggiunto che il governo per raggiungere lo zero netto deve guidare uno “sforzo nazionale congiunto” che probabilmente comporterebbe dei cambiamenti nella vita delle persone come ad esempio guidare auto elettriche o mangiare meno carne.
 
Il governo dovrà “impegnarsi attivamente e in modo costruttivo con tutti coloro che svolgeranno un ruolo – in tutto il settore pubblico, con l’industria e con i cittadini – per sollecitare lo slancio necessario”.
 
Ed Miliband, ministro ombra per gli affari economici e l’energia, ha dichiarato: “Accogliamo con favore l’importante rafforzamento dell’obiettivo 2030 del Regno Unito. Ma riteniamo sia il minimo a cui dovremmo puntare.
 
“Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di andare oltre e più velocemente, tagliando in questo decennio decisivo la grande maggioranza delle emissioni.

Abbassare la temperatura globale

“E’ il modo giusto per creare  in futuro posti di lavoro rispettosi del clima e mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° C”.

Miliband ha inoltre messo in guardia sull'”enorme divario” tra le aspirazioni del Governo e le politiche per realizzarle.