Boris Johnson positivo al coronavirus: sintomi lievi, è in autoisolamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2020 12:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020 14:10
Boris Johnson positivo al coronavirus: sintomi lievi, è in auto-isolamento

Boris Johnson positivo al coronavirus: sintomi lievi, è in auto-isolamento (foto ANSA)

LONDRA – Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato di essere positivo al coronavirus ed è in autoisolamento. Il tampone è stato eseguito ieri, 26 marzo, dopo che il primo ministro conservatore aveva accusato sintomi lievi di contagio da Covid-19. Anche il ministro della Salute britannico, Matt Hancock, è risultato positivo.

“Sto lavorando da casa in autoisolamento perché è assolutamente la cosa giusta da fare – ha detto il Premier britannico in un video su Twitter – Ma non abbiate dubbi che posso continuare a guidare la controffensiva nazionale contro il coronavirus, col mio top team, grazie alla magia delle moderne tecnologie”. 

Nel video, il primo ministro conservatore esalta poi l’applauso collettivo rivolto ieri da milioni di britannici dai balconi e dalle finestre a medici e infermieri del Regno.

Un’iniziativa promossa a livello nazionale (sull’esempio italiano e con la partecipazione pure dei reali, inclusi i principini George, Charlotte e Louise) che ha definito “commovente”, aggiungendo che il plauso coinvolge tutto il personale dell’Nhs (il sistema sanitario nazionale), al pari di “polizia, assistenti sociali, insegnanti e personale scolastico, staff del ministero del Lavoro e della previdenza, impegnati in uno splendido sforzo di servizio pubblico”.

Ha quindi parlato degli oltre “600.000 volontari” offertisi nel Regno per dare una mano allo sforzo dell’Nhs e per assistere anziani e malati in quarantena elogiandone “l’incredibile risposta”.

“Usciremo” dall’emergenza se ci atterremo “alle misure” del lockdown, ha infine avvertito. “Più efficacemente tutti noi le osserveremo e più rapidamente il nostro Paese supererà l’epidemia e ci riprenderemo”, ha sottolineato. “Grazie a chiunque sta facendo quello che faccio io – ha concluso – ossia lavorare da casa per fermare la diffusione del virus di focolare in focolare. Questo è il modo per vincere, per sconfiggerlo insieme: stare a casa, proteggere l’Nhs, salvare vite”.

La settimana scorsa, Downing Street aveva fatto sapere che in caso di contagio di Boris Johnson, a prendere temporaneamente le redini del governo sarebbe stato il ministro degli Esteri, Dominc Raab.

Johnson ha visto la Regina Elisabetta l’ultima volta l’11 marzo, in occasione dell’udienza settimanale. Da allora, l’appuntamento settimanale è avvenuto per telefono. Buckingham Palace finora si è rifiutato di dire se Elisabetta II sia stata sottoposta al tampone, dopo che anche il principe Carlo ha annunciato di essere stato contagiato.

Il Premier era stato fortemente criticato quando, spingendo verso una soluzione diversa da quelle messe in atto in quel momento in Italia e Cina, che prevedevano forti restrizioni ai movimento e un rigido isolamento sociale, aveva detto “che il Paese si prepari a perdere persone care prematuramente”. 

Dopo aver puntato sull’immunità di gregge, il premier aveva però cambiato idea, arrivando ad imporre una “semi quarantena” al popolo britannico: “Non credo che ci sia mai stato nulla di simile in tempo di pace”. (fonti ANSA, AGI,  Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)