Brevetto unico europeo, Ronchi “ringhia”: “Lingua italiana discriminata, ci faremo valere con il veto”

Pubblicato il 6 luglio 2010 15:18 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2010 15:46

Italiano discriminato rispetto alle altre lingue continentali, ma il ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi non ci sta: ”La posizione espressa dal presidente della Commissione Ue Barroso, a favore di un brevetto unico europeo basato sulle tre lingue, francese, inglese e tedesco, è francamente inaccettabile”.

Ronchi ha “tuonato” minaccioso: ”Se la situazione non cambierà, l’Italia non potrà che esercitare il diritto di veto perché ‘non è assolutamente disposta ad avallare un regime linguistico fortemente discriminatorio e penalizzante per le imprese italiane”.

Secondo Ronchi “il governo ha sempre tenuto, rispetto a questo dossier, un atteggiamento costruttivo promuovendo soluzioni che andassero nella direzione di un regime brevettuale semplificato, efficiente e utile a tutte le aziende, senza discriminazioni di geografia, dimensione, legislazioni nazionali o lingua. Purtroppo la Commissione sembra voler imboccare una strada sbagliata, che non può portare da nessuna parte”.

Nell’Unione europea, la protezione tramite un brevetto è attualmente assicurata da due sistemi che non si basano su uno strumento giuridico comunitario: i sistemi nazionali dei brevetti e il sistema europeo dei brevetti.La Convenzione di Monaco ha istituito l’Ufficio europeo dei brevetti, che rilascia i brevetti che diventano in seguito brevetti nazionali disciplinati dalle norme nazionali.