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Brexit, l’amara sorpresa: Regno Unito più povero di 550 mld di euro

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Brexit, l’amara sorpresa: Regno Unito più povero di 550 mld di euro

ROMA – Brexit, l’amara sorpresa: Regno Unito più povero di 550 mld di euro. Punta a riprendere in mano i negoziati sulla Brexit Theresa May con un viaggio a Bruxelles che ha lasciato sorpresi i media britannici perchè non era stato annunciato, a riprova della situazione di urgenza per l’impasse nei colloqui con l’Ue. Ma Downing Street tenta di gettare acqua sul fuoco affermando che era invece “programmato da settimane”.

Fatto sta che l’impresa della premier conservatrice secondo il Times non è facile: sbloccare la situazione su tre punti in cui Londra e Bruxelles non trovano un accordo (conto del divorzio, diritti dei cittadini Ue e del Regno Unito, confine irlandese).

Il primo ministro, accompagnata dal ministro per la Brexit, David Davis, incontra stasera il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker in una cena di lavoro in cui proverà a gettare le basi per passare alla fase successiva del negoziato, sulle relazioni future tra Gran Bretagna e Ue. Ieri May aveva cercato di trovare il sostegno della cancelliera tedesca Angela Merkel nel corso di una telefonata. Ma i numeri, le statistiche aggiornate del trade-off tengono banco in queste ore: il rapporto costi/benefici della Brexit vede ora una perdita secca di 550 mld di euro dlela ricchezza nazionale.

La Gran Bretagna si è ritrovata in pratica da un giorno all’altro più povera per 490 miliardi di sterline. Una cifra spaventosa emersa dopo che l’Ufficio nazionale di statistica (Ons) ha ricalcolato la ricchezza del Paese scoprendo che erano stati sovrastimati gli asset internazionali.

E’ quanto si legge sul Daily Telegraph (qui il testo in originale), fra l’altro quotidiano molto vicino al governo conservatore di Theresa May, che sottolinea come non sia rimasta una riserva di asset stranieri da utilizzare per proteggere l’economia nazionale contro i rischi della Brexit. In dettaglio, secondo i calcoli rivisti da parte dell’Ons, la posizione patrimoniale netta sull’estero del Regno Unito è passata da un surplus di 469 miliardi di sterline a un deficit di 22 miliardi: una differenza che corrisponde a un quarto del Pil britannico.

 

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