Brexit e Covid non fanno dormire Boris Johnson. Eppure continua a fare il duro

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 30 Agosto 2020 9:18 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2020 21:01
Brexit e Covid non fanno dormire Boris Johnson (nella foto). Eppure continua a fare il duro

Brexit e Covid non fanno dormire Boris Johnson. Eppure continua a fare il duro

Si avvicina la scadenza della trattativa commerciale per Brexit, le cose si mettono male.

Michel Barnier, capo negoziatore per l’uscita del Regno Unito dalla Ue, esorta  gli stati dell’eurozona ad agire “a sangue freddo” nei confronti della Gran Bretagna, riferisce Giampaolo Scacchi.

David Davis, ex ministro britannico di Brexit, ha avvertito che le ultime tre settimane di negoziati “saranno più importanti dei primi tre anni” di trattative.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, Barnier in vista di settembre è preoccupato per un’eventuale rottura dei negoziati commerciali.

Barnier ritiene inoltre che il primo ministro britannico Boris Johnson potrebbe dare il via a un violento “gioco dello scaricabarile” su chi sarebbe responsabile della mancanza di progressi nei negoziati sugli accordi commerciali, riferisce il Sun.

L’UE e la Gran Bretagna venerdì scorso già si sono reciprocamente accusate per la mancanza di progressi dopo l’ultimo giro di colloqui commerciali post-Brexit. Bruxelles avverte che un accordo sembra improbabile.

Barnier ha lanciato l’avvertimento al termine del settimo round di negoziati commerciali che, per l’ennesima volta, si sono bloccati su questioni fondamentali, principalmente i diritti di pesca e le norme in materia di concorrenza.

La Gran Bretagna è uscita dall’UE a gennaio, a distanza di circa quattro anni dallo storico referendum Brexit.

Regno Unito e UE stanno entrambi facendo pressione per concludere un accordo entro la fine del periodo di transizione post-Brexit che terminerà il 31 dicembre.

I 27 paesi europei sostengono che ciò significa trovare un accordo entro ottobre. In caso contrario, saranno inadempienti rispetto agli standard stabiliti dal World Trade Organization, Organizzazione mondiale del commercio.

Il che comporterebbe tariffe più elevate, richieste gravose alle imprese, minacciando di gettare il caos nel confine transfrontaliero.
 
Brexit è un incubo per Boris Johnson, che si aggiunge alla recessione economica causata dal coronavirus. In termini pratici potrebbero sommarsi. Ma per la fertile mente di Boris Johnson l’uno potrebbe coprire l’altro. Nel senso, conclude Giampaolo Scacchi, che le conseguenze di Brexit potrebbero essere attribuite al Covid. E viceversa.