Brexit dopo il coronavirus. Europa vs Boris Johnson: Si rimangia la parola

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 2 Giugno 2020 12:36 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2020 12:36
Brexit dopo il coronavirus. Europa vs Boris Johnson: Si rimangia la parola

Brexit dopo il coronavirus. Europa vs Boris Johnson: Si rimangia la parola

Brexit dopo il coronavirus. Per la Gran Bretagna sono in vista tempi difficili, avverte Giampaolo Scacchi. Oltre a essere il Paese d’Europa col più alto tasso di mortalità da Covid-19, l’Inghilterra a guida Boris Johnson sta per entrare in una fase assai tormentata. Legata ai negoziati per Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa.
Primo segnale sono le tensioni tra Michel Barnier e il governo britannico. Le ha rivelate il Daily  Mail. Il negoziatore capo europeo per l’uscita del Regno Unito dalla UE ha accusato Boris Johnson di venir meno alle promesse e ha avvertito che in questo modo non ci sarà nessun accordo commerciale.  

Il duro attacco è arrivato mentre si prevede che il Primo Ministro britannico per la prima volta parteciperà ai colloqui.

Il tempo ormai stringe e dovrà decidere se sarà possibile un accordo entro la fine dell’anno.

Per ottenere una proroga del periodo di transizione, la scadenza è il 1° luglio. Altrimenti si concluderà il 31 dicembre.

Johnson è fermamente convinto che non ci saranno rinvii e David Frost, capo negoziatore di Londra sulla Brexit, ha avvertito che la linea dura da parte di Bruxelles su questioni come l’accesso alle zone di pesca potrebbe impedire di fare progressi.

Il Regno Unito ha accusato l’UE di “giocare con il tempo” nella speranza che Johnson si attenga alle loro richieste.

In un’intervista al Sunday Times, Barnier ha affermato che il Regno Unito dalla mancata conclusione di un accordo commerciale, rispetto all’UE ha da perdere di più e il danno sarà inoltre aggravato dall’impatto del coronavirus.

“Rispetto agli impegni iniziali, il Regno Unito ha fatto dei passi indietro”, ha affermato Barnier.

“I negoziatori del Regno Unito devono essere pienamente in linea con quanto sottoscritto dal Primo Ministro con l’UE”.

“Ventisette capi di Stato e di governo e il Parlamento europeo non hanno la memoria corta”.

Barnier ha affermato che i capi di stato dell’UE ricordano “molto chiaramente il testo negoziato con Boris Johnson”.

Una fonte britannica ha detto al Mail on Sunday:”E’ chiaro che l’approccio tradizionale non ci porterà lontano. L’UE deve comprendere che non può usare la solita tattica di rinvio così da trascinare i colloqui in autunno”.