Politica Europa

Brexit, c’è la mano di Putin? Quei milioni arrivati da fondi neri russi…

vladimir-putin-ansa

Nella foto Ansa, Vladimir Putin al telefono

MOSCA – Vladimir Putin ha interferito sul referendum Brexit? La Commissione elettorale britannica ha aperto un’inchiesta per appurare se l’uscita del Regno Unito dall’UE sia stata dovuta a donazioni illegali arrivate dalla Russia. Arron Banks, l’imprenditore che ha donato milioni di sterline, una cifra che si aggira sui 10 milioni, per la campagna elettorale pro-Brexit e nelle casse dell’Ukip, partito antieuropeo il cui leader era Farage, e che avrebbe contribuito alla vittoria del “Leave”, potrebbe essersi mosso con fondi neri provenienti dalla Russia ma nega qualsiasi accusa.
L’inchiesta non ribalterà il risultato del referendum, anche se Banks, 51enne magnate di assicurazioni, ha dichiarato che è stato un tentativo da parte dell’establishment Remain di screditare il risultato di Brexit e liquida le accuse di finanziamento Brexit da parte della Russia come “spazzatura”, scrive la Reuters.

Theresa May, intervenendo in Parlamento sulla questione, ha detto: “Prendiamo molto seriamente la situazione di un intervento russo o il tentativo di intervenire nel processo elettorale o nel processo democratico di qualsiasi Paese”.

L’annuncio dell’inchiesta arriva dopo che Ben Bradshaw, deputato laburista, ha chiesto al governo di fare chiarezza su un’eventuale intromissione russa. Un’inchiesta di openDemocracy aveva messo in evidenza i notevoli problemi finanziari di Banks, la cui seconda moglie è russa, che a un certo punto aveva iniziato a finanziare l’Ukip.

La Russia nega qualsiasi l’intromissione in Brexit o nelle elezioni USA e Trump nega qualsiasi collusione con la Russia.

Nel referendum del 23 giugno 2016, 17,4 milioni di voti, o il 51,9% dei voti espressi, hanno sostenuto l’uscita dall’UE, mentre 16,1 milioni di voti, o il 48,1% dei voti espressi, sostenuto il “remain”. Il Comitato elettorale, che non ha menzionato la Russia, ha dichiarato di esaminare se la società Better for the Country Limited (BFTCL) – di cui Banks era responsabile, sia la vera fonte di donazioni iniettate alla campagna pro-Brexit.

BFTCL non è stato registrata nel referendum come partecipante autorizzata ma cinque gruppi della campagna hanno ricevuto donazioni dalla società per un totale di 2,4 milioni di sterline, come dichiarato dal Comitato.

Le banche, che erano registrate come partecipanti autorizzate, dettero tre prestiti non commerciali a “Leave-UE” per un totale di 6 milioni di sterline. I partecipanti al referendum erano autorizzati ad accettare donazioni purché non privati o aziende straniere, vietate dalla legge elettorale britannica e accettarle è un reato penale.

Bob Posner, direttore del settore politica e finanza della commissione elettorale, ha dichiarato: “L’interesse per il finanziamento delle campagne di referendum dell’UE è ancora diffuso e l’interrogativo sulla legittimità dei finanziamenti rischiano di minare la fiducia dei votanti. E’ quindi nell’interesse pubblico che la Commissione elettorale accerti se ci siano state donazioni non autorizzate e si siano verificati altri reati collegati alla questione”, riporta il Daily Mail.

Parte dell’inchiesta riguarderà l’eventuale interferenza russa nel referendum del Regno Unito sui social media Facebook e Twitter, come potrebbe essere accaduto nelle presidenziali Usa.

To Top