Brexit, trovato l’accordo finale tra Ue e Regno Unito. Boris Johnson coi pollici alzati: “Restiamo amici”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2020 16:20 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2020 17:50
Brexit, trovato l'accordo finale tra Ue e Regno Unito. Boris Johnson coi pollici alzati: "Restiamo amici"

Brexit, c’è l’accordo. Dopo mesi di estenuanti negoziati, Regno Unito e Unione europea hanno trovato il compromesso finale per il libero scambio. Lo hanno annunciato fonti di Londra, in contemporanea con Bruxelles.

La fumata bianca arriva in extremis, alla vigilia di Natale, scongiurando l’incubo di un traumatico no deal.

L’intesa, racchiusa in un testo di circa 2000 pagine, entrerà in vigore dal primo gennaio 2021, scadenza della fase di transizione post divorzio, seppure soggetta alle ratifiche parlamentari.

Boris Johnson: “Restiamo amici”

Il premier britannico Boris Johnson ha celebrato l’evento postando su Twitter una foto con entrambi i pollici alzati. “L’accordo è fatto” è il commento che segue.

Lo stesso premier in conferenza stampa si è rivolto agli ex partner dell’Ue: “Noi continueremo a essere vostri amici, vostri alleati, vostri sostenitori e non ultimo il vostro principale mercato”, ha assicurato.

Per Johnson è un’intesa destinata nelle sue parole a “dar certezze” al popolo britannico come agli altri popoli europei, “al business” e alla cooperazione “per la sicurezza e la ricerca” scientifica, cruciale in questa fase anche contro il Covid. Un’intesa che chiude “un anno difficile”, ha concluso Johnson, augurando a tutti “buon Natale”.

Brexit, il comunicato di Downing Street

L’accordo di libero scambio definito oggi con l’Ue sul dopo Brexit rispetta “tutte le promesse fatte al popolo britannico” dal governo di Boris Johnson sul recupero della sovranità da parte del Regno Unito. Lo sottolinea in una dichiarazione Downing Street, assicurando che il testo rispecchia la volontà popolare “espressa nel referendum” del 2016.

L’accordo bilaterale siglata da Unione Europea e Gran Bretagna è il “maggiore mai segnato da entrambe le parti, coprendo scambi per un valore pari a 668 miliardi di sterline nel 2019”, si legge. 

“Abbiamo realizzato questo ottimo accordo per l’intero Regno Unito in tempi record e in condizioni estremamente difficili, il che protegge l’integrità del nostro mercato interno e la posizione dell’Irlanda del Nord al suo interno”. 

“Abbiamo portato a termine la Brexit e ora possiamo sfruttare appieno le fantastiche opportunità a nostra disposizione come nazione commerciale indipendente, stringendo accordi con altri partner in tutto il mondo”. 

Von der Layen: “Voltiamo pagina”

Con il Regno Unito “abbiamo trovato un accordo equilibrato sulla relazione futura. La strada è stata lunga e tortuosa, i negoziati sono stati molto difficili. E’ un accordo per il quale valeva la pena di battersi: permetterà di evitare disagi enormi per lavoratori, viaggiatori e imprese dopo il primo gennaio”, ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in videoconferenza stampa a Bruxelles.

“Protegge gli interessi dell’Ue – continua von der Leyen – e credo che sia anche nell’interesse del Regno Unito. Pone fondamenta solide per un nuovo inizio con un amico di lunga data e farà in modo che finalmente ci possiamo lasciare la Brexit alle spalle: l’Europa continua ad avanzare”.

“Abbiamo detto chiaramente che se il Regno Unito vuole accesso al mercato unico senza quote né dazi, allora sono liberi di decidere. Se seguono le regole, bene, c’è il level playing field. Se non vogliono seguire le regole, allora ci saranno quote e dazi: c’è un prezzo da pagare” sottolinea ancora von Der Leyen confermando che, come aveva anticipato il copresidente dei Verdi Philippe Lamberts, l’accordo sulla relazione futura include un meccanismo di garanzia reciproca, per evitare che le imprese britanniche possano avere accesso al mercato unico violando gli standard Ue.

“Continueremo a cooperare con il Regno Unito – continua von der Leyen – in tutte le aree di mutuo interesse, come sicurezza, trasporti e cambiamento climatico. Ci siamo assicurati 5 anni e mezzo di piena prevedibilità per i pescatori e forti incentivi affinché la situazione rimanga tale”.

“Questo dibattito – prosegue von der Leyen – è stato sempre sulla sovranità, ma dovremmo decidere che cosa significhi la sovranità nel XXI secolo. Per me è mettere insieme le nostre forze, in un mondo pieno di grandi potenze”, continua. “E’ ora di girare pagina e di guardare al futuro. Il Regno Unito è un Paese terzo, ma rimane un partner fidato e siamo alleati da tempo. Condividiamo gli stessi valori e interessi. L’Ue e il Regno Unito staranno fianco a fianco per i nostri obiettivi globali comuni”.

Ora che i negoziati sono terminati “provo sollievo”, continua, ma “è tempo di lasciarci alle spalle la Brexit: il nostro futuro è in Europa”, conclude.

Brexit, le relazioni tra Regno Unito e Ue in 15 date:

  • 9 AGOSTO 1961: prima candidatura della Gran Bretagna per l’adesione alla Comunità Economica Europea (Cee), antenata dell’Unione Europea.
  • 14 GENNAIO 1963: primo veto del presidente francese Charles de Gaulle all’ingresso del Regno Unito nella Cee. Ne seguirà un secondo il 27 novembre 1967.
  • 1 GENNAIO 1973: la Gran Bretagna entra nella Cee, nella stessa data di Irlanda e Danimarca.
  • 5 GIUGNO 1975: in un referendum sull’adesione del Regno Unito alla Cee, oltre il 67% degli elettori si esprime a favore.
  • 30 NOVEMBRE 1979: con la celebre espressione “I want my money back”, la premier conservatrice Margaret Thatcher chiede una riduzione del contributo di Londra al bilancio europeo. La otterrà nel 1984.
  • 7 FEBBRAIO 1992: firma del Trattato di Maastricht, secondo atto fondante della comunità europea dopo i Trattati di Roma del 1957. Londra ottiene una clausola che la esenta dall’adesione alla moneta unica.
  • 23 LUGLIO 1993: il primo ministro conservatore John Major ottiene la ratifica parlamentare del Trattato di Maastricht.
  • 23 LUGLIO 2016: in un referendum consultivo convocato dal premier conservatore David Cameron, il 51,9% degli elettori si esprime a favore dell’uscita dall’Unione Europea. Cameron, favorevole alla permanenza nella Ue, si dimette.
  • 29 MARZO 2017: il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, riceve la lettera della premier britannica, la conservatrice Theresa May, che attiva l’articolo 50 del Trattato di Lisbona. E’ l’inizio ufficiale della Brexit, che dovrà essere consumata entro il 29 marzo 2019.
  • 22 NOVEMBRE 2018: l’Unione Europea e la Gran Bretagna siglano un accordo provvisorio sul regime delle reciproche relazioni dopo il divorzio. L’intesa viene approvata il 25 novembre durante un Consiglio Europeo straordinario.
  • 15 GENNAIO 2019: il Parlamento britannico respinge l’accordo sulla Brexit. Non sarà l’ultima volta. La bocciatura porta alle dimissioni May, che aveva promesso di lasciare se l’intesa non fosse stata approvata. Dopo numerosi rinvii, il termine per chiudere la trattativa viene prorogato al 31 gennaio 2020.
  • 12 DICEMBRE 2019: Boris Johnson sostituisce May a Downing Street e, grazie all’ampia maggioranza parlamentare, riesce a far passare il 9 gennaio l’accordo sulla Brexit.
  • 31 GENNAIO 2020: la Brexit entra in vigore. Inizia il periodo di transizione, che si concluderà il 31 dicembre.
  • 2 MARZO 2020: inizia la seconda, e più complessa, fase dei negoziati. L’obiettivo è raggiungere un accordo di libero scambio che eviti il ritorno di dazi e controlli doganali. Londra chiarisce che “non discuterà nessun accordo che non consenta al Regno Unito di avere il controllo sulle sue leggi”.
  • 24 DICEMBRE 2020: trattativa alla stretta finale, dopo mesi di strappi e rinvii che hanno visto crescere il rischio di un no deal.