Brexit, ultime notizie, situazione a Londra dopo l’ultimo voto alla Camera dei Comuni

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 23 Ottobre 2019 14:47 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2019 14:47
Brexit, ultime notizie, situazione a Londra dopo l'ultimo voto alla Camera dei Comuni

Brexit, ultime notizie, situazione a Londra dopo l’ultimo voto alla Camera dei Comuni. Boris Johnson (Foto Ansa)

ROMA – Brexit, la situazione nel parlamento britannico dopo che è stata respinta dai parlamentari la proposta del primo ministro Boris Johnson di approvare il suo accordo Brexit entro tre giorni. Eccola in sintesi. Si è trattato di un’umiliazione, secondo i giornali, poiché Johnson ha dovuto recedere dalla promessa netta di uscire dall’UE il 31 ottobre e accettare, di fatto, che sarà necessario un ulteriore rinvio su cui deciderà il Consiglio Europeo. Il presidente europeo Donald Tusk ha consigliato ai 27 di accettare una proroga di tre mesi, ovvero a gennaio 2020, il che potrebbe spingere Johnson a rinunciare al suo accordo e premere per le elezioni.  

All’House of Commons, Camera dei Comuni, è stata una notte drammatica: a nove giorni dalla Brexit la decisione riporta ancora una volta la nazione nel limbo.

Cosa è accaduto e cosa accadrà ora? In prima lettura i parlamentati hanno approvato il Withdrawal Agreement, cioè la legge che permetterà l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea con l’accordo di Boris Johnson. A favore hanno votato 329 parlamentari, contrari 299 ma, in maniera decisiva, hanno votato contro la “mozione di programma” che stabilisce per quanto tempo l’House of Commons debba esaminare un disegno di legge.

L’intenzione di Johnson era di limitarlo a soli tre giorni così da rispettare il suo impegno “ora o mai più” di uscire dall’UE entro il 31 ottobre. I parlamentari hanno deciso che era un lasso di tempo troppo breve per una legge epocale e hanno votato contro con 322 voti favorevoli e 308 contrari.   

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha inviato un messaggio ai 27 leader dell’UE consigliando di rimandare Brexit di tre mesi. “La decisione di Boris Johnson di sospendere l’iter di ratifica del Withdrawal Agreement, in modo tale da scongiurare una Brexit senza accordi”, ha scritto Tusk. “Consiglio all’UE27 di accettare la richiesta di proroga del Regno Unito e per questo proporrò una procedura scritta”, il che indica che a Bruxelles, non sarà convocato un vertice straordinario.

Boris Johnson aveva messo in guardia dicendo che se avesse perso sulla mozione di programma avrebbe ritirato l’intero disegno di legge sull’accordo Brexit, invece nell’attesa di sapere cosa deciderà Bruxelles, ha “messo in pausa” il disegno di legge. Ma ora, dopo che l’UE ha parlato di uno slittamento di tre mesi, potrebbe lasciar stare il disegno di legge e premere per le elezioni.

In precedenza Johnson le aveva minacciato le elezioni nel caso fosse stata concessa una proroga di tre mesi. Ai parlamentari aveva detto:”Non permetterò in alcun modo che si vada avanti per altri mesi”. “Se il Parlamento boccia la Brexit e decide di ritardare fino a gennaio o anche di più, il governo non l’accetterà in nessun caso. Con grande rammarico devo dire che il progetto di legge dovrà essere ritirato e andremo alle elezioni”. Ma Boris Johnson può davvero costringere alle elezioni? No. Qualsiasi cosa affermi, ha bisogno del consenso dei parlamentari.

Brexit potrebbe ancora verificarsi il 31 ottobre? Teoricamente sì, ma è molto improbabile. Potrebbe esserci solo se l’UE rifiuterà una proroga. Il Primo Ministro in particolare, e il n. 10 non hanno garantito che il Regno Unito uscirà dall’UE il 31 ottobre. Ma nel corso della seduta parlamentare Johnson ha sottolineato che avrebbe accelerato comunque i preparativi per un no-deal exit.

Verrà trovato un accordo entro il 31 ottobre? No. Qualunque cosa accada, Boris Johnson non ha rispettato la scadenza, nonostante abbia detto che pur di non rimanere nell’UE dopo la fatidica data, avrebbe preferito “morire in un fossato”. Anche se l’UE dovesse concedere una breve proroga, non vi è alcuna garanzia che il disegno di legge venga esaminato in Parlamento nella versione attuale e ciò perché l’opposizione ha  presentato degli emendamenti, quali la richiesta per il Regno Unito di rimanere nell’unione doganale, un secondo referendum e un’iniziativa per impedire un’uscita senza accordo.

I parlamentari che hanno votato per il Withdrawal Bill in seconda lettura, tra cui 19 laburisti, se non dovessero passare gli emendamenti nella resa dei conti finale potrebbero ribellarsi.

Si terranno le elezioni politiche? Dipende dalla lunghezza e dai termini di una proroga. Ci sono tre percorsi per andare alle elezioni. Boris Johnson potrebbe riprovare a ribaltare il Fixed Term Parliament Act ma ciò richiede la maggioranza dei due terzi dei parlamentari (434). Ciò significa che il partito laburista può bloccare l’iniziativa.
La seconda via è che Johnson cerchi di abrogare del tutto la legge, ma ciò consentirebbe ai partiti dell’opposizione di modificare il disegno di legge. Come prezzo per accordare le elezioni potrebbero chiedere un secondo referendum o il voto a 16 anni di età.

La terza modalità prevede che il Primo Ministro venga defenestrato con un voto di sfiducia. In questo caso i parlamentari avrebbero quattordici giorni di tempo per formare un governo alternativo. Se non fosse possibile, le elezioni ci saranno dopo 25 giorni lavorativi. Il rischio è che Jeremy Corbyn, o un governo di unità nazionale, possa prendere il controllo e stabilire una soft Brexit che verrebbe sottoposta a referendum.