Bulgaria: ministro si dimette, era una ex spia comunista

Pubblicato il 20 Dicembre 2010 12:06 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2010 12:16

Il ministro senza portafoglio con delega per i bulgari all’estero, Bozhidar Dimitrov, ha presentato le dimissioni a causa del suo passato di agente dei servizi segreti dell’epoca del comunismo. Il fatto era risaputo anche prima della sua nomina ma il premier Boyko Borissov non se ne era curato al momento della formazione del suo governo. ”Mi dispiace molto per lui, è un rinomato storico e grande amico, ma i principi contano più di tutto”, ha detto ieri sera Borissov accettando le dimissioni.

Il premier si è visto costretto a fare questo passo dopo che la settimana scorsa è scoppiato lo scandalo dei diplomatici rivelatisi ex spie del regime totalitario e che hanno guidato o guidano ancora circa il 45% delle 114 missioni bulgare all’estero. Borissov aveva chiesto il loro immediato ritiro ma i media gli hanno subito rinfacciato il caso Dimitrov. Le dimissioni di Dimitrov, secondo il quale nel suo dossier ”non c’è nulla di amorale” di cui vergognarsi, dovrebbero essere accolte dal Parlamento prima di Natale. Durante il regime comunista Dimitrov, in veste di storico, ebbe accesso per diversi mesi agli archivi e biblioteche chiuse al pubblico del Vaticano.

Borissov intanto ha annunciato che nei prossimi giorni il governo studierà il caso degli ambasciatori ex spie attualmente in missione all’estero e chiederà la loro rimozione al presidente Gheorghi Parvanov. Subito dopo lo scandalo, Parvanov, socialista, lui stesso ex agente dei servizi comunisti, aveva dichiarato senza mezzi termini che si opporrà categoricamente a ”una eventuale purga con movente politico”. Mercoledì scorso la Commissione incaricata di aprire ed esaminare gli archivi segreti dell’era comunista aveva pubblicato i nomi di oltre 200 tra ambasciatori e consoli generali appartenuti agli servizi segreti e che hanno svolto le loro mansioni negli ultimi 20 anni o le stanno ancora svolgendo. Secondo i media di Sofia, oggi dovrebbe dimettersi anche il vice ministro dell’Interno, Pavlin Dimitrov, che pure fece parte dell’apparato repressivo del regime di Todor Zhivkov.