Carlo d’Inghilterra sarà il “re ombra” entro il 2021. Il piano di Buckingham Palace

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Novembre 2018 7:04 | Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre 2018 16:23
Carlo d'Inghilterra

Carlo d’Inghilterra sarà il “re ombra” entro il 2021. Il piano di Buckingham Palace (foto Ansa)

ROMA – Carlo d’Inghilterra, erede al trono britannico, entro il 2021 acquisirà pieni poteri di re: la notizia è nel nuovo libro “Charles At Seventy: Thoughts, Hopes And Dreams” di Robert Jobson, giornalista di affari reali per il Daily Mail.

Secondo il reporter la regina avrebbe intenzione di ritirarsi a vita privata a 95 anni e starebbe pensando di utilizzare il Regency Act una legge del 1728 emendata nel 1953 che prevede che in caso di malattia o impedimento del sovrano venga nominato un reggente che ne assuma i poteri. Per diventare re a tutti gli effetti, Carlo dovrà aspettare il decesso di Elisabetta II e sarà il primo a essere informato.

Il segretario privato della regina, Sir Edward Young, farà una telefonata attraverso una linea segreta collegata direttamente al numero 10 di Downing Street, e dovrà pronunciare una frase in codice: “London Bridge is down”, il ponte di Londra è caduto. La prima cosa da fare sarà informare i governi degli altri paesi della morte della regina, compito di cui si occuperà il ministero degli Esteri. In un primo momento saranno solo 15 paesi a ricevere la notizia, poi si procederà avvisando gli altri 36 stati del Commonwealth. Dopo le comunicazioni ufficiali, verrà rilasciata un’agenzia alla Press Association e i media potranno dare la notizia al pubblico. Ma lo scenario più probabile, data la robusta salute della regina, è un periodo di reggenza. In molti ritengono che Elisabetta II concederà a Carlo i pieni poteri mentre lei è ancora in vita per il rispetto che nutre nei confronti della monarchia. L’abdicazione non è presa in considerazione dalla monarca e un assistente con Jobson ha ammesso la possibile “rispolverata” al Regency Act. Attualmente Carlo è il “re ombra”, è lui e non la regina a svolgere la maggior parte dei compiti istituzionali: lavora 14 ore al giorno e adempie a circa 600 impegni l’anno, in patria e all’estero. Elisabetta II trascorre molto tempo con il nipote William che a giugno si è recato in Israele e in Cisgiordania per una visita storica ma ciò non significa che intende lasciare da parte l’erede al trono. Con il figlio Carlo si incontra regolarmente in privato e discutono di questioni di stato.

Sono incontri in cui non è presente nessuno e insieme esaminano l’andamento del paese e, sembra, anche questioni legate alla successione. L’ultima volta che il Regency Act è stato utilizzato, è stato nel 1810 durante il regno di Giorgio III: il re ebbe un crollo psichico e il figlio maggiore, Giorgio Augusto Federico, principe di Galles, assunse la reggenza fin quando alla morte del padre diventò re Giorgio IV. La regina gode di ottima salute psicofisica e la situazione sarebbe ben diversa ma tuttavia nei ultimi mesi sono stati fatti in tal senso dei preparativi con il suo benestare. E sembra risolto anche il “problema Camilla”: Elisabetta II, in occasione del 90° compleanno, ha nominato la nuora membro del più alto organo consultivo, il Privy Council, tracciando dunque la strada per quando Carlo salirà al trono: Camilla diventerà in automatico “regina consorte”.