Coronavirus, Boris Johnson ricoverato ma non è attaccato ad un ventilatore. Anche il ministro Gove in quarantena

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2020 10:22 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2020 13:27
Coronavirus, Boris Johnson "non è attaccato ad un ventilatore": la precisazione del ministro Gove

Coronavirus, Boris Johnson (nella foto Ansa) “non è attaccato ad un ventilatore”: la precisazione del ministro Gove

LONDRA  –  Il premier britannico Boris Johnson è ricoverato in ospedale per coronavirus ma “non è attaccato ad un ventilatore polmonare”. Lo ha precisato il ministro della Giustizia, Michael Gove, cancelliere del ducato di Lancaster e ministro dell’Ufficio di Gabinetto, numero tre della compagine di governo. E anche Gove da oggi è in auto-isolamento precauzionale in casa dopo che un familiare ha manifestato sintomi compatibili con il Covid-19. 

La sera di lunedì 6 aprile il premier britannico, 55 anni, è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva del St Thomas Hospital di Londra, dove era stato ricoverato all’improvviso domenica, 10 giorni dopo essere risultato positivo al test del Covid-19 e dopo un periodo d’isolamento a Downing Street.

Nella notte, ha precisato un medico dell’ospedale al Times, Johnson ha ricevuto 4 litri di ossigeno per aiutarlo nella respirazione. Di solito, i malati in terapia intensiva ricevono una media di 15 litri di ossigeno al giorno.

Il premier, ha specificato stamane in un’intervista il ministro Gove, “non è sottoposto a ventilazione forzata e, ricevuto un po’ di sostegno con l’ossigeno, è tenuto sotto stretta sorveglianza medica”.

Gove ha ricordato anche la forte tempra del premier: “Ha una straordinaria energia, grande determinazione, un desiderio assoluto che le cose vadano avanti”. E poi ha aggiunto: “E’ una forza della natura, un’esplosione di energia, determinato a fare del suo meglio per la patria che ama”. 

A scrivere di un Johnson attaccato al ventilatore per la respirazione assistita era stata l’agenzia di stampa russa Ria Novosti che per questo si era attirata da Londra le accuse di disinformazione. 

Che la situazione sia comunque delicatissima lo dimostra il passaggio delle consegne al ministro degli Esteri, Dominic Raab, per la supplenza temporanea alla guida del governo.

Il governo non ha invece voluto chiarire chi abbia la responsabilità dei codici nucleari del Regno Unito mentre Johnson è in terapia intensiva: quando gli è stato chiesto se i codici fossero stati consegnati al ministro degli esteri, che oggi presiederà una nuova riunione del comitato di emergenza Cobra, Gove si è limitato a dire che “ci sono protocolli ben chiari che sono stati messi in atto” e ha aggiunto di non poter “parlare di problemi di sicurezza nazionale”.

Il Regno Unito è una delle potenze nucleari e solo il premier ha i codici che possono autorizzare un eventuale attacco.

Coronavirus, preoccupa anche Carrie Symond, compagna di Johnson incinta

A preoccupare i britannici sono anche le condizioni della fidanzata di Johnson, Carrie Symonds, incinta di sei mesi e da poco ripresasi dal contagio dopo essere stata in isolamento lontana da Downing Street.

Trentadue anni, Symonds è incinta del sesto figlio di Johnson ma per lei si tratta del primogenito; anche lei ha avuto i sintomi del coronavirus, ma quattro giorni fa via Twitter aveva fatto sapere di sentirsi meglio “dopo una settimana trascorsa a letto”.

Lei e il premier, che hanno annunciato lo scorso febbraio il loro fidanzamento e il figlio in arrivo, non si vedono da circa due settimane, dalla diagnosi del contagio dell’inquilino di Downing Street, ora ricoverato all’ospedale St. Thomas a Londra: si erano installati in due appartamenti diversi, lui in una zona della residenza ufficiale, lei a casa sua.

Symonds non ha ancora pubblicamente commentato il ricovero del compagno in terapia intensiva. Per lei, millennial Brexeteer ex spin doctor dei Tory, Johnson ha lasciato la sua seconda moglie e madre di quattro dei suoi figli, Marina Wheeler.

Figlia di Matthew Symonds, tra i fondatori del giornale liberal The Independent, Carrie è stata definita dal Daily Mail “la donna che ha reinventato Boris”: ha affinato il suo look, ha reso meno selvaggio il suo taglio di capelli, lo ha messo a dieta e ha trasformato il suo stile informale in istituzionale. (Fonti: Ansa, Agi)