Coronavirus effetto su Brexit. Giampaolo Scacchi: Boris Johnson chiederà rinvio

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 23 Marzo 2020 12:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2020 12:00
Coronavirus effetto su Brexit. Giampaolo Scacchi (nella foto): Boris Johnson chiederà rinvio

Coronavirus effetto su Brexit. Giampaolo Scacchi (nella foto): Boris Johnson chiederà rinvio

Coronavirus, la pandemia probabilmente avrà un impatto anche sulla Brexit: Boris Johnson potrebbe essere costretto a chiedere un’estensione della data prevista per la fine del periodo di transizione della Brexit, ovvero il 31 dicembre 2020.

In settimana, riferisce Giampaolo Scacchi, il Regno Unito e l’UE avrebbero dovuto tenere un secondo giro di colloqui commerciali dal vivo. Ma tali incontri sono stati annullati a causa della diffusione del coronavirus.

Sul periodo di transizione, Downing Street è irremovibile. Sostiene che non sarà prorogato ma c’è la diffusa convinzione, scrive il Daily Mail, che alla fine la pandemia costringerà il PM a fare retromarcia.

Regno Unito e UE speravano di poter parlare in videoconferenza così da proseguire i colloqui ma l’iniziativa non ha avuto seguito. Una fonte di Downing Street ha affermato che la richiesta di un’estensione è “totalmente infondata”.

I funzionari UE coinvolti nei colloqui sulla Brexit comunicano principalmente via e-mail. A The Telegraph una fonte ha riferito che l’UE non ha “avuto il tempo di esaminare correttamente il nostro documento” sui dettagli riguardanti l’accordo.

“Avrebbero dovuto esserci incontri approfonditi ma ora sono annullati”, come confermato anche da un portavoce del Governo britannico.

“Prevediamo di elaborare un progetto di accordo di libero scambio [FTA] insieme a testi normativi nel prossimo futuro” ha aggiunto il portavoce.

“Entrambe le parti restano pienamente impegnate nei negoziati e regolarmente in contatto con la Commissione europea per prendere in considerazione modi alternativi così da continuare le discussioni, come la possibilità di videoconferenze o conference call. Il periodo di transizione termina il 31 dicembre 2020 ed è sancito dalla legge britannica”.

Figure di spicco nell’UE, incluso il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, prima dell’epidemia coronavirus avevano dichiarato che non c’era tempo sufficiente per concordare un accordo.

Sul Regno Unito, l’epidemia ha aggiunto ancor più pressione affinché accettasse un’estensione della transizione.

Dopo il divorzio con l’UE e in base all’accordo, qualsiasi decisione sull’estensione del periodo di transizione deve essere presa prima di giugno. Affinché prosegua, entrambe le parti devono concordare.

L’annullamento dei colloqui si è verificato dopo che Dominic Raab, ministro degli Esteri, ha respinto le richieste dei parlamentari circa un’estensione: ritiene che i colloqui possano ancora essere conclusi nel 2020.

“I negoziati possono andare ancora avanti, confidiamo di poterli proseguire. Non credo che ritardarli darebbe la sicurezza di cui hanno bisogno entrambe le parti”.