Coronavirus, indagine sulla gestione dell’emergenza in Francia: perquisita la casa del ministro della Salute

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2020 14:29 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2020 14:29
Coronavirus, indagine sulla gestione dell'emergenza in Francia: perquisita la casa del ministro della Salute

Coronavirus, indagine sulla gestione dell’emergenza in Francia: perquisita la casa del ministro della Salute (Ansa)

La Francia mette sotto accusa il ministro della Salute, Olivier Véran, e alcuni suoi colleghi per la gestione della emergenza coronavirus nel Paese

In Francia il ministro della Salute, Olivier Véran, e il direttore generale della Salute, Jerome Salomon, sotto accusa per la gestione dell’emergenza coronavirus. I loro appartamenti e i loro uffici sono stati perquisiti. 

E’ quanto emerge da informazioni di BFM-TV. Secondo l’emittente francese questa procedura si “iscrive nel quadro di un fascicolo giudiziario sulla gestione della crisi legata al coronavirus” da parte del governo francese.

Sempre secondo BFM, ci sono state perquisizioni anche negli appartamenti dell’ex premier Edouard Philippe, dell’ex ministra della Salute Agnès Buzyn e dall’ex portavoce del governo Sibeth Ndiaye.  

Perquisizioni ci sono state anche in casa della direttrice generale di Santé Publique France, Geneviève Chêne.

Ad ordinarle, la Corte di Giustizia della Repubblica, che in Francia è competente per processare ministri e membri del governo. 

Le operazioni si sono svolte “senza difficoltà”, ha fatto sapere il ministero della Salute guidato da Véran.

Quanto all’ex premier Philippe, attualmente sindaco di Le Havre, “ha sempre detto che sarebbe rimasto a disposizione della giustizia”. Lo sottolineano fonti a lui vicine, aggiungendo che tutto si è svolto in modo “molto cortese, con la piena cooperazione del sindaco”.

La stretta francese

Ieri sera, 14 ottobre, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, è intervenuto in una intervista in tv per proclamare il coprifuoco a Parigi e in altre città. 

“La situazione è preoccupante, ma non abbiamo perso il controllo, niente panico”, ha detto Macron in diretta tv, annunciando il coprifuoco notturno tra le 21 e le 6 a Parigi e in altre città per almeno 4 settimane che quasi certamente diventeranno 6.

Le città interessate oltre alla capitale sono Lille, Grenoble, Lione, Aix-en-Provence, Marsiglia, Montpellier, Rouen, Tolosa e Saint-Etienne, le città in “massima allerta sanitaria”.

E con il coprifuoco torna l’autocertificazione per uscire di casa dopo le 21. Il primo ministro, Jean Castex, ha elencato alcune circostanze particolari che consentono ai cittadini di uscire: motivi di lavoro, urgenza di una visita medica o ospedaliera, necessità di andare in una farmacia di turno o passeggiata con il cane.

L’autocertificazione si potrà, come nel caso della primavera scorsa, scaricare dallo smartphone e sarà valido un’ora. 

“Da 20.000 contagi si deve scendere a 3-5.000” al giorno, ha detto Macron, pur non nascondendo il peso e la gravità dell’aumento dei pazienti Covid in terapia intensiva.

Proprio Véran si era opposto anche ieri al coprifuoco in nome della salvaguardia dell’economia delle città, dei commercianti e dell’eguaglianza fra chi se la può cavare ugualmente andando per 6 settimane nelle seconde case in campagna, grazie al telelavoro, e chi sarà costretto a stare in città senza uscire la sera per un mese e mezzo. (Fonte: Ansa)