Coronavirus, la variante sudafricana era in Gran Bretagna ma Boris Johnson lo ha tenuto nascosto

di Giampaolo Scacchi
Pubblicato il 7 Febbraio 2021 7:46 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2021 21:15
Coronavirus, la variante sudafricana era in Gran Bretagna ma Boris Johnson lo ha tenuto nascosto

Coronavirus, la variante sudafricana era in Gran Bretagna ma Boris Johnson lo ha tenuto nascosto

Coronavirus, la variante sudafricana era diffusa da mesi, ma Boris Johnson se ne è disinteressato, rivela Giampaolo Scacchi. Il governo britannico già a dicembre sapeva che la variante sudafricana si stava diffondendo in Inghilterra.

Ma soltanto nella prima settimana di febbraio  ha avviato un test di massa per individuare i casi.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il 22 dicembre la struttura sanitaria pubblica inglese avrebbe rilevato le prime due persone contagiate dalla variante sudafricana del coronavirus. Ma nessuna delle due era stata in Sud Africa. Avevano dunque contratto il virus da un’altra persona positiva. Dove aveva avuto inizio la catena?

Il 5 gennaio è stato scoperto un altro caso, non collegato a viaggi in Sud Africa, e ora il Governo sostiene che c’era necessità di “ulteriori indagini”. Il 26 gennaio, sono stati rilevati altri otto casi.

Quando è entrata la variante sudafricana del coronavirus?

Nell’arco di questo periodo il numero totale delle persone note per essere state infettate dalla variante, nel Regno Unito è salito ad almeno 105, la maggior parte passeggeri internazionali. Ed è ora a 143.
Gli esperti ritengono che i casi, scoperti attraverso test casuali, rappresentano la “punta dell’iceberg”.

L’attuale, frenetica, campagna di test del Governo ha avuto inizio martedì scorso.  Una settimana dopo la scoperta degli otto casi. Il tentativo è quello di poter contrastare la diffusione del virus in almeno otto aree del paese.

Non mancano le polemiche. Alcuni hanno affermato che ora è troppo tardi per cercare di contenere la variante. E che è “incredibile” non sia stato fatto prima un maggiore sforzo.

Le date fornite dalla Public Health England indicano quando il virus è stato sequenziato. Il che significa che le 11 persone sono rimaste contagiate giorni o forse anche settimane prima. Gli scienziati affermano che quando hanno dato il via ai test, il virus poteva già essersi diffuso in qualsiasi area e a molte altre persone.
 
Matt Hancock, ministro della Salute, ha esortato i cittadini che vivono nelle zone colpite a non uscire di casa, tranne non sia “essenziale”. Ha spiegato che chi vive dove sono presenti i focolai della variante sudafricana, dovrebbe fare scorta di alimenti surgelati e in scatola. Così da non dover uscire spesso dall’abitazione.

“Se è vero che il Governo sapeva della variante del coronavirus…”

Severo il commento di Kit Yates, biologo matematico presso l’Università di Bath e membro dell’Independent SAGE. “Se è vero che il Governo era a conoscenza di casi della variante sudafricana, non collegati a viaggi in Sud Africa, dal 22 dicembre, è incredibile che per fare qualcosa al riguardo, abbia aspettato fino a febbraio.

“Se c’è una lezione da trarre dalla diffusione del virus, è che un’azione tempestiva porta dei vantaggi mentre i ritardi peggiorano la situazione”.

Il programma dei test ha preso il via quando Matt Hancock ha annunciato che 11 casi della variante erano stati rilevati in persone che non erano andate in Sud Africa.

Ministri ed esperti sono preoccupati per la variante poiché è una mutazione che sembra consenta al virus di rendere inefficace il vaccino o l’immunità sviluppata con una precedente infezione Covid-19.

Il governo britannico è già stato oggetto di ripetute critiche per la lentezza ad agire nell’impedire alle persone infette a entrare nel paese introducendo nuove varianti. Nonché di lentezza a dare il via ai test di massa e riguardo alle regole del lockdown.

Il 24 dicembre scorso, nel tentativo di contenere la variante, è stato vietato l’ingresso nel Regno Unito a chi arrivava dal Sud Africa ma i casi sono stati rilevati in tutto mondo.
La variante si è diffusa nei paesi dove fino a poco tempo fa non c’erano divieti di viaggio. Inclusi Paesi Bassi, Francia, Germania, Svizzera, Irlanda, Belgio, Stati Uniti e altre nazioni europee, africane e asiatiche.

Si teme inoltre che i vaccini possano essere meno efficaci contro quel tipo di mutazione – denominata E484K – poiché modifica la forma della proteina spike del virus.