Coronavirus, la Svezia: “In Italia disinformazione. La nostra è la giusta strategia per il lungo termine”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Aprile 2020 15:43 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2020 15:43
Coronavirus, la Svezia: "In Italia disinformazione. La nostra è la giusta strategia per il lungo termine"

Coronavirus, la Svezia: “In Italia disinformazione. La nostra è la giusta strategia per il lungo termine” (nella foto Ansa, il premier svedese Stefan Lofven)

STOCCOLMA  –  E’ scontro tra Stoccolma e Roma sulla gestione dell’emergenza coronavirus. L’ambasciata svedese in Italia accusa i media italiani di aver creato una “spirale di disinformazione” sul modo in cui il Paese scandinavo sta affrontando la pandemia.

In un post su facebook, l’ambasciata afferma che una recente intervista del primo ministro Stefan Löfven alla televisione svedese “è stata estrapolata dal suo contesto e citata in maniera non corretta” dai media italiani, che nella traduzione parlavano di un ‘mea culpa’ di Löfven sulle misure adottate per limitare la diffusione del virus (“Non abbiamo fatto abbastanza”, è il virgolettato attribuito al primo ministro svedese).

“La Svezia condivide gli stessi obiettivi di tutti gli altri Paesi: salvare vite e proteggere la salute pubblica. Stiamo affrontando molte sfide comuni anche ad altri Paesi: l’entità e la velocità di diffusione del virus e la pressione sul sistema sanitario nazionale. Stiamo usando strumenti simili alla maggior parte degli altri Paesi, promuovendo il distanziamento sociale, la protezione delle persone vulnerabili e i gruppi a rischio, effettuando test e rafforzando il sistema sanitario per far fronte alla pandemia. Lavorare da casa quando è possibile, evitare i mezzi pubblici e i luoghi affollati, limitare i contatti con altre persone e restare in casa al minimo segno di raffreddore, sono solo alcune delle misure di contenimento adottate in Svezia”, sottolinea la rappresentanza diplomatica svedese a Roma”.

 “La Svezia – si legge ancora nel post – condivide lo stesso obiettivo di tutti gli altri Paesi: proteggere la vita e la salute del suo popolo. Fondamentalmente, le misure adottate dalla Svezia differiscono da quelle di altri Paesi solo in alcuni punti, per esempio non stiamo chiudendo le scuole per i bambini più piccoli e gli asili nido e non abbiamo alcuna regolamentazione che costringa i cittadini a rimanere nelle loro case. Non esiste una strategia per creare ‘immunità di gregge’ in risposta a Covid-19. Anche se in Svezia non è in vigore un lockdown totale, molte attività sono chiuse e la popolazione osserva le raccomandazioni fatte dal governo e dagli esperti”.

“Come molti altri Paesi – conclude l’ambasciata nel post -, anche la Svezia è stata colta di sorpresa nel dover affrontare una pandemia di questa portata, una delle più drammatiche esperienze della nostra vita. E come gli altri Paesi stiamo facendo del nostro meglio per limitarne l’impatto e tornare alla normalità il più presto possibile”.

A ribadire il concetto, c’ha pensato anche la ministra degli Esteri della Svezia, Ann Linde. Intervistata da La Stampa, Linde ha spiegato: “Abbiamo gli stessi obiettivi di qualsiasi altro Paese al mondo: salvare vite e proteggere la salute pubblica. Lottiamo contro gli stessi problemi, e usiamo gli stessi strumenti per tentare di arginare e fermare il virus”.

La ministra sostiene che la vita in Svezia è cambiata dopo lo scoppio della pandemia, a differenza di quanto qualche media ha riferito: “E’ una leggenda, la vita degli svedesi è cambiata eccome. Basta guardarsi attorno: la gran parte delle persone sta a casa, i viaggi si sono ridotti del 90%, i lavoratori che possono applicano lo smart working, molte aziende e negozi hanno deciso di chiudere. Chi esce rispetta la distanza sociale”.

Ma in Svezia il lockdown non è stato dichiarato ufficialmente: si basa tutto sulla fiducia nei confronti dei cittadini. “E’ proprio qui la grande differenza, quello che forse rende difficile comprendere la strategia svedese. Abbiamo una combinazione di “consigli” e norme vincolanti, come quelle che vietano le visite alle case di riposo e i raggruppamenti oltre le 50 persone. Ma il governo non costringe nessuno a stare a casa o mantenere le distanze, lo consiglia soltanto. E gli svedesi lo fanno. Le autorità si fidano degli svedesi e gli svedesi si fidano delle autorità. Qui sono gli scienziati che guidano le scelte della politica, non il contrario. È da 400 anni che in Svezia funziona così, e non è un caso che il tasso di corruzione sia tra i più bassi al mondo. Che ci chiamino pure ingenui, ma è la fiducia la base della nostra società. Le faccio un esempio: i vaccini in Svezia non sono obbligatori, ma il 97% dei bambini sono vaccinati”.

La ministra si domanda su quali siano le strategie certamente giuste: “Abbiamo paura, certo. In questa situazione ogni scelta può essere quella sbagliata. Ma siamo così sicuri che chiudere interi Paesi sia la scelta giusta? I nostri scienziati non ne sono certi, e il rischio di ondate di ritorno è alto. La Svezia sta cercando di scegliere la strada che abbia il minor impatto possibile sulla salute pubblica. Vietare alle persone di fare una passeggiata all’aria fresca, rispettando le distanze, può nuocere di più che chiuderle in casa per mesi? La nostra cerca di essere una strategia a lungo termine. Alcuni studi prevedono che ci libereremo completamente dal virus nel 2022. Vi sembra praticabile tenere in quarantena stretta un intero Paese per così tanto tempo? I Paesi che hanno deciso per il lockdown stanno studiando come uscirne, come iniziare la fase 2, noi no. Noi possiamo andare avanti così fino al 2022 se necessario”. (Fonti: AdnKronos, Facebook, La Stampa)