Francia, con la cura anti-crisi a casa 100 mila statali in 3 anni

Pubblicato il 21 Giugno 2010 19:38 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2010 19:39

L’Eliseo prende le forbici in mano e taglia gli statali. L’obiettivo 2013 è: trentaquattromila dipendenti pubblici in meno l’anno per tre anni, per un taglio complessivo di centomila posti.

I tagli, secondo il programma del ministero del Bilancio anticipato da Les Echos, toccheranno un po’ tutti i settori, ma il più colpito sarà quello della pubblica istruzione, che nel solo 2011 perderà 16.000 effettivi, dopo averne persi altrettanti nel 2010 con l’aiuto di una riforma che semplificava le strutture formative per i maestri. Sforzi notevoli saranno richiesti anche al ministero dell’Economia, dove la percentuale di pensionati non sostituiti l’anno prossimo sarà portata al 56-57%, e alla Difesa. Sarà risparmiata invece la giustizia, il cui organico già molto numeroso, oltre 72.000 dipendenti, dovrebbe addirittura crescere di 200 unità, per la maggior parte nuovo personale penitenziario per strutture di detenzione che saranno inaugurate nel 2011.

Il piano si articola sul cosiddetto principio del ‘non rimpiazzo’, in base al quale ogni due dipendenti pubblici che andranno in pensione solo uno verrà sostituito con un nuovo assunto. Un meccanismo già in uso da tempo che  si rivelerà sempre più difficile da applicare sul campo, con gli organici di ministeri e uffici pubblici in costante contrazione.

“Quando le pubbliche amministrazioni si informatizzano, la mancata sostituzione di un dipendente su due funziona bene – spiega al quotidiano Luc Rouban, direttore del centro di ricerca di Sciences Po sulla gestione delle istituzioni – ma quando i benefici sulla produttività sono meno evidenti c’é chi storce il naso”.

A far discutere sono soprattutto i tagli al personale delle forze dell’ordine. Nonostante l’aumento dei compiti di sorveglianza provocato dai numerosi provvedimenti in materia di sicurezza voluti dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, infatti, la polizia perderà tra i 3.000 e i 5.000 agenti entro il 2013, che si vanno ad aggiungere ai 5.000 già tagliati negli anni scorsi, e la gendarmeria oltre 3.500. “In termini assoluti, poliziotti e gendarmi sono meno toccati di altre categorie – spiega a Les Echos un funzionario del ministero dell’Interno – ma l’effetto incrociato di calo degli effettivi e aumento degli incarichi crea una situazione complicata”.