Croazia, un intero partito indagato per corruzione

Pubblicato il 27 ottobre 2011 16:06 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 16:06

ZAGABRIA, 27 OTT – Il partito al potere in Croazia, la Comunita' democratica croata (Hdz, conservatori), e' sotto inchiesta per una serie di casi di corruzione e malversazioni finalizzate a creare dei fondi neri per finanziare le campagne elettorali negli ultimi otto anni. Lo scrive oggi la stampa di Zagabria citando fonti della magistratura.

''E' vero, il partito come persona giuridica e' stato informato da parte della magistratura di essere indagato per corruzione'', ha confermato oggi la premier croata Jadranka Kosor e leader dell'Hdz. ''Questo e' un momento estremamente difficile per l'Hdz, ma tutto cio' non cambiera' di una riga la nostra volonta' e il nostro impegno nella lotta alla corruzione a tutti i livelli'', ha aggiunto la premier durante una conferenza stampa straordinaria convocata solo per questo argomento.

Da quando e' giunta alla guida del partito e del governo, nel luglio 2009, dopo le dimissioni a sorpresa di Ivo Sanader, Jadranka Kosor ha favorito una ampia campagna anti-corruzione in tutti i settori. Da allora sono state arrestate, indagate o accusate decine di persone, alti dirigenti di societa' pubbliche e private, manager, ex ministri e lo stesso ex primo ministro Ivo Sanader. Questa e' la prima volta in Croazia che anche lo stesso partito in qualita' di persona giuridica viene coinvolto nelle indagini. Nei documenti della magistratura si fanno esplicitamente i nomi di Sanader (premier dal 2004 al 2009), del segretario del partito Ivan Jarnjak, del portavoce Ratko Macek e di altri.

L'annuncio giunge in un momento delicatissimo per l'Hdz dato che domani inizia il primo processo contro Sanader, che e' in detenzione preventiva a Zagabria, mentre per il 4 dicembre sono previste le elezioni politiche. La premier Kosor ha annunciato che tutti i dirigenti del partito sono a disposizione della magistratura e sono pronti a rispondere a tutte le domande. Secondo la stampa, Sanader e altri suoi piu' stretti collaboratori costringevano alcune societa' statali di fornire falsi servizi ad aziende private tramite le quali poi i soldi finivano nei fondi neri dell'Hdz.