Politica Europa

Austria. Ultradestra guidata dalla figlia di Joerg Haider, Ulrike Haider-Quercia

Ulrike Haider Quercia

Ulrike Haider Quercia

AUSTRIA, VIENNA – Dopo la francese Marine Le Pen, un’altra “figlia d’arte” dell’ultradestra europea, quella dello scomparso fondatore della destra xenofoba austriaca Joerg Haider, Ulrike Haider-Quercia, condurrà le “legioni” antieuropeiste del suo Paese e sarà capolista del Bzoe alle elezioni europee di maggio. “Sono una fervente europea”, ha dichiarato Ulrike, 37 anni, finora sconosciuta nel panorama politico austriaco, laureata in legge, che si dichiara al contempo parte della “generazione Erasmus” e strenua fautrice dell’uscita di Vienna dall’euro.

La figlia di Haider ha svelato la sua candidatura in un’intervista al quotidiano Kronen Zeitung, e ha dichiarato di avere scelto il Bzoe (l’Alleanza per il futuro dell’Austria) – che si scisse per volere dello stesso Haider dal precedente partito da lui fondato, l’Fpoe (Partito liberale austriaco), nel 2005 – “perchè mio padre ha fondato questo partito”.

Ulrike Haider-Quercia, che assicura di avere la “politica nel sangue”, avrà tuttavia un compito difficile nel risollevare entro maggio il gradimento di un partito che nei sondaggi sembra perdere forza e che nelle ultime elezioni non è riuscito neanche a superare lo sbarramento del 4% ed è perciò assente dal parlamento federale di Vienna. Anche nelle europee del 2009 il Bzoe aveva fallito l’obiettivo e si era fermato al 4,6%. Poi, con l’allargamento del numero degli europarlamentari nel dicembre 2011, uno scranno all’assemblea di Strasburgo fu riservato all’allora capolista Ewald Stadler, che questa volta si presenta invece con una lista sua.

Ulrike Haider-Quercia ha voluto poi difendere l’eredità politica del padre, morto in un incidente stradale nel 2008, ma attualmente bersaglio degli strali dell’opinione pubblica per le difficoltà in cui attualmente versa la banca Hypo Group Alpe Adria in Carinzia, di cui Haider era governatore nel 2007. Secondo la figlia, “è ora di riportare indietro le lancette” e di rendere giustizia politica al padre, il cui carisma e la cui oratoria xenofoba e antieuropea portò nel 2000 il Fpoe a un incredibile successo elettorale e nel governo insieme ai popolari del Vpoe.

Ben più favorita nei sondaggi è invece Marine Le Pen, anche lei spinta dal carisma del padre Jean-Marie in questa tornata elettorale europea che promette di portare lo schieramento euroscettico a posizioni mai viste prima nel Parlamento europeo.

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