El Pais, ritratto al vetriolo degli avvocati di Berlusconi

Pubblicato il 9 Ottobre 2009 16:45 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2009 16:45

Previti, Pecorella e Ghedini alla Camera

Previti, Pecorella e Ghedini alla Camera

Il primo è a fare lavoro sociale in un oscuro ufficio di Roma. Si chiama Cesare Previti. Il secondo da dieci anni fabbrica leggi e difese per salvare il suo cliente da accuse a ripetizione, è alto due metri ed è un simpatizzante del Partito Fascista. Si chiama Niccolò Ghedini. Il terzo è il maestro del secondo, parafascista anche lui di estrazione. Ha pure difeso membri del disciolto partito che loro volevano ricostruirlo. Si chiama Piero Longo. Il quarto è anch’esso maestro e socio di Ghedini: viene dall’estrema sinistra, ma poi si convertì al socialismo di Bettino Craxi. Ha una grande testa giuridica ed è molto amico di Marcello Dell’Utri, siciliano, già condannato per associazione mafiosa. Recentemente ha perfino difeso Delfo Zorzi, un superlatitante accusato della strage neofascista di Brescia, dove nel 1974 una bomba uccise otto innocenti e ne ferì più di venti. Si chiama Gaetano Pecorella.

Questo è il ritratto al vetriolo che il quotidiano spagnolo El Pais dedica al collegio difensivo di Silvio Berlusconi, entrando nel dettaglio dei tanti processi in difesa di mafiosi, camorristi e nazi fascisti che il quartetto di legali può mettere nel suo curriculum. Lo spunto, ovviamente, è la recente sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano.

Ghedini, Longo e Pecorella difensori di Berlusconi alla Corte Costituzionale

Ghedini, Longo e Pecorella difensori di Berlusconi alla Corte Costituzionale

El Pais definisce Longo, Ghedini e Pecorella “i tre moschettieri”, ma specifica che questi tre avvocati non hanno sostituito nel cuore l’indimenticabile Cesare Previti. Non manca un riferimento all’impresa di quest’ultimo sul lodo Mondadori, tornato in auge con un’altra sentenza che conferma la corruzione esercitata proprio da Previti per convincere i giudici a dare ragione a Berlusconi contro il gruppo De Benedetti, nel match per il grande gruppo editoriale.