Elezioni europee: chi, come, quando. Il primo sondaggio, popolari e socialisti senza maggioranza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2019 10:31 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2019 10:31
Elezioni europee: chi, come, quando. Il primo sondaggio, popolari e socialisti senza maggioranza

Elezioni europee: chi, come, quando. Il primo sondaggio, popolari e socialisti senza maggioranza

ROMA – Il Parlamento europeo scalda i motori a 100 giorni dalle elezioni europee quando si deciderà la sua futura composizione. A partire da oggi, ha annunciato l’Aula, verranno diffuse – prima con scadenza bisettimanale e poi da maggio tutte le settimane – le proiezioni sulla futura composizione dell’emiciclo, sulla base di sondaggi indipendenti disponibili negli stati membri. Tra gli altri appuntamenti in programma, anche un dibattito tra i candidati di punta alla presidenza della Commissione, che si terrà il 15 maggio, e il lancio di una serie di siti web informativi. A essere chiamati alle urne a fine maggio saranno 373 milioni di cittadini in 27 Paesi Ue – Gran Bretagna esclusa a seguito della Brexit – di cui 23,4 milioni di giovani elettori.

705 seggi (con la Gran Bretagna erano 751). Queste elezioni sono “particolarmente importanti” in quanto il quadro politico attuale è “differente” rispetto alle consultazioni del 2014, ha sottolineato il portavoce del Pe Jaume Duch Guillot, ricordando che con la partenza di Londra si ridurrà il numero degli europarlamentari già nella prossima legislatura, passando dagli attuali 751 a 705. I deputati italiani dovrebbero occupare 76 seggi.

Al momento, infatti, ha tenuto a precisare il portavoce, l’unica ipotesi sul tavolo è quella dell’uscita del Regno Unito, ma non è escluso che possa anche verificarsi la possibilità di un prolungamento dell’art. 50, con un eventuale voto dei britannici a maggio. Per quanto riguarda dati ed informazioni sono già attivi diversi siti tra cui www.european-elections.eu, sul quale è possibile trovare delucidazioni sulle procedure di voto, funzionamento dell’Eurocamera e candidati di ogni Paese nel momento in cui verranno resi noti. Sulla piattaforma thistimeimvoting.eu sarà invece messa online la campagna che invita a recarsi alle urne. Il sito www.what-europe-does-for-me.eu ha invece un focus sulle politiche europee con informazioni dettagliate sull’impatto locale dei fondi Ue, regione per regione.

Urne aperte tra il 23 e il 26 maggio. Le elezioni si terranno nei 27 Stati membri tra il 23 ed il 26 maggio. I primi a votare saranno gli olandesi, mentre in Italia si voterà domenica 26 maggio sino alle 23. I primi exit-poll disponibili nei diversi Paesi verranno raccolti dal Parlamento europeo dalle ore 20 nella serata del 26 maggio e utilizzati per presentare una prima ipotetica ripartizione dei seggi della futura assemblea, basandosi però sulla composizione dei tradizionali gruppi e non su possibili nuove formazioni.

Sistema proporzionale, sbarramento al 4%. Sin dal 1979 in Italia si vota per le elezioni europee con un sistema proporzionale puro, nel 2009 è stata poi aggiunta la soglia di sbarramento al 4%: c’è la facoltà – non l’obbligo – di esprimere da uno a tre nomi di preferenza ma con opzione obbligatoria di un candidato di sesso diverso (se tre uomini, per esempio, la terza preferenza cade).

Popolari e socialisti, prima volta senza maggioranza. Per la prima volta nella storia dell’Europa unita, il 27 maggio socialisti e popolari potrebbero non avere più il controllo dell’Aula: le due storiche famiglie politiche sono insidiate dai sovranismi arrembanti. Per essere maggioranza, le due formazioni più convintamente europee dovranno allearsi con i liberali e con gli eletti della lista Macron.

Nel primo sondaggio paneuropeo  – commissionato in via riservata dall’Europarlamento lo scorso 23 gennaio e che Repubblica ha pubblicato in anteprima – “il dato più evidente è il crollo delle due forze che da sempre controllano l’Europa. Il Ppe passerà dai 217 seggi del 2014 a 186, confermandosi comunque primo gruppo a Strasburgo. Peggio faranno i socialisti (Pse): da 187 seggi, la famiglia Ue del Pd scenderà a 129. In salita i liberali (Alde): da 68 saliranno a 77 eletti ai quali vanno aggiunti i 24 accreditati a Europe En Marche di Macron. Ed è proprio questa – Ppe-Pse-Alde – l’unica alleanza ad oggi capace di superare la soglia di maggioranza di 353 deputati.

E poi c’è l’onda nera. L’Enf, attuale gruppo di Salvini e Le Pen, salirà da 37 a 60 seggi, con la Lega proiettata al 31,9% pronta a insidiare con 29 deputati il primato europeo della Cdu di Angela Merkel (32). I Conservatori (Ecr) causa Brexit perderanno i Tories: saranno controllati dai polacchi di Kaczynski ma scenderanno da 75 a 43 seggi”.