Elezioni, Financial Times: “L’eurozona si prepari a turbolenze”

Pubblicato il 27 Febbraio 2013 0:18 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2013 0:43
Elezioni, Financial Times: "L'eurozona si prepari a turbolenze"

(Foto Lapresse)

NEW YORK – All’indomani delle elezioni italiane il Financial Times avverte: “L’eurozona si prepari a nuove turbolenze”. Secondo il quotidiano finanziario l’esito del voto ha fatto ”sprofondare di nuovo Eurolandia nell’incertezza”. Il Financial Times nega si tratti di un voto contro l’euro, ma sostiene che è stato piuttosto uno ”schiacciante verdetto contro la classe politica”.

 

Il giornale prospetta nuove elezioni, forse già quest’anno, dopo che il nuovo Parlamento avrà scelto il nuovo capo dello Stato. E questo, scrive il Ft, ”non deve essere un problema. Quando gli elettori portano a un risultato inconcludente, è solo giusto chiedere loro di esprimersi ancora. Lo scorso anno la Grecia è stata in grado di formare un governo stabile dopo un primo risultato non decisivo”.

L’alleanza intorno a Pierluigi Bersani, analizza il Financial Times, ha il controllo della Camera e ai Democratici e ai loro alleati ”va offerta l’opportunità di formare un governo cercando alleanze. Naturalmente nessuno deve attendersi che questo governo possa varare ampie riforme strutturali, ma ci potrebbe essere spazio per importanti cambiamenti, inclusi il taglio dei costi della politica, l’approvazione di una nuova legge elettorale e di misure contro il conflitto di interesse. Tutti i partiti dovrebbe considerare di offrire il proprio appoggio a queste iniziative”.

Ma, avverte il Ft, ”un governo con un limitato programma può funzionare solo se i mercati decidono di non girarsi completamente contro Roma. I tassi di interesse sul debito italiano sono ancora gestibili, ma se l’Italia dovesse perdere l’accesso al mercato sarebbe costretta a chiedere” l’aiuto del fondo europeo e della Bce. ”Questo rappresenterebbe un test per l’impegno preso da Mario Draghi a fare tutto il possibile per salvare l’euro. Per questa ragione, gli altri Paesi della periferia di Eurolandia, come la Spagna, dovrebbero considerare attentamente cosa faranno in caso di contagio”.