Elezioni Francia, crolla la sinistra. Francois Hollande costretto al rimpasto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2014 8:47 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2014 8:48
Elezioni Francia, crolla la sinistra. Francois Hollande costretto al rimpasto

Anne Hidalgo, nuovo sindaco di Parigi (Foto Lapresse)

PARIGI – Elezioni amministrative in Francia, per Hollande e la sinistra è un crollo. “La caduta del socialismo municipale”: titola così Le Monde. E sintetizza quel che è successo in questi due fine settimana di voto: il Front National e, soprattutto, l’Ump hanno travolto il Partito Socialista del presidente Francois Hollande, che ha perso 155 Comuni, tra cui 15 città importanti come Saint-Étienne, Nimes, Nevers, Pau, Perpignan, Fécamp, Reims, Quimper, Limoges, Roubaix, Angers, Belfort, Anglet, La Rochelle e Brive-la-Gaillarde.

Il tutto a meno di due mesi dalle elezioni europee del 25 maggio, che a questo punto si annunciano rischiosissime per il governo, che già oggi, lunedì 31 marzo, deve fare i conti con un rimpasto di governo che prevede il ritorno annunciato di Segolène Royal. 

Il primo ministro, Jean-Marc Ayrault, ammette: “E’ una sconfitta per il governo”. La netta vittoria di Anne Hidalgo, primo sindaco donna di Parigi, ai danni dell’agguerrita avversaria dell’Ump Nathalie Kosciusko-Morizet, le conferme a Lione, Strasburgo, Lille (con Martine Aubry), Nantes e Digione non cancellano la sconfitta di dimensioni storiche del Partito socialista e dei suoi alleati.

La gauche, in un’elezione segnata da un astensionismo record che sfiora il 40%, subisce una vera e propria disfatta e deve abbandonare storici bastioni come Roubaix, Angers, La Roche-sur-Yon, Nevers, Quimper, Bastia, addirittura Limoges, che aveva un sindaco di sinistra da oltre un secolo, dal 1912.

Il Front National era stato il vincente del primo turno e si è confermato in grande ascesa con altre 14-15 città conquistate dopo Henin-Beaumont di domenica 23 marzo. “Da oggi siamo il terzo grande partito del Paese”, ha detto Marine Le Pen, guardando già alle europee di maggio, dove alcuni sondaggi danno il Fronte, unico punto di riferimento francese per gli anti-euro, come primo partito. Ma il suo volto negli studi delle tv denunciava un po’ di delusione: il Front non ha sfondato ad Avignone, dove il mondo della cultura si era sollevato all’ipotesi di una vittoria del Fronte. Non ce l’ha fatta nemmeno a Forbach, in Mosella, dove era in corsa il mediatico vicepresidente Florian Philippot, né a Perpignan, nel sud, dove sperava di vincere Louis Aliot, vicepresidente e compagno della Le Pen.

Il vero vincitore delle amministrative è dunque l’Ump, l’opposizione di destra che sembrava allo sbando, fra un presidente senza carisma come Jean-Francois Copé, un eterno avversario agguerrito come l’ex premier Francois Fillon e l’incombente ma ormai difficile ridiscesa in campo di Nicolas Sarkozy. L’Ump strappa decine e decine di città alla sinistra, ridisegna la cartina dei municipi del Paese e, proprio con Copé, rivendica di essere dal 30 marzo “il primo partito di Francia, come numero di voti e come numero di candidati eletti”.

L’effetto di questa “onda blu” è che Hollande deve “assolutamente cambiare politica”, ha aggiunto Copé:

“Deve cambiare sul piano fiscale, sulla lotta alla disoccupazione e alla precarietà, la riforma penale e quella dei ritmi scolastici”.

Praticamente tutto, chiede l’Ump, che adesso sta alla finestra e osserva quello che succede:

“Se non ci fosse un rimpasto dopo questo schiaffo, ha osservato Alain Juppé, Ump, rieletto già al primo turno sindaco di Bordeaux, sarebbe un fantastico contro-segnale”.

Non un socialista ha avuto difficoltà ad ammettere la batosta elettorale, nessuno mette in dubbio che si tratti di una bocciatura della politica finora portata avanti da Francois Hollande. Il quale, come ha anticipato il suo ministro Benoit Hamon, oggi, 31 marzo, annuncerà l’atteso rimpasto di governo, con la probabile sostituzione del primo ministro, Jean-Marc Ayrault, rimpiazzato dal ben più apprezzato attuale ministro dell’Interno, Manuel Valls. 

Valls, sostengono Ayrault, i Verdi e la sinistra Ps, non ha seguito nel partito, ne rappresenta l’ala destra e liberal, il contrario della svolta a sinistra che viene auspicata. “Non abbiamo spiegato abbastanza che l’azione di risanamento avviata nel 2012 era essenziale per il nostro Paese” ha provato a spiegare il premier, visibilmente abbattuto.

In ogni caso, la linea l’ha dettata Segolène Royal, apparsa domenica sera in forma smagliante e pronta al rientro al governo, come da diverse fonti anticipato. L’ex compagna e madre dei quattro figli di Francois Hollande, personaggio di grande personalità che era mal sopportato dall’ex première dame Valérie Trierweiler, sarebbe destinata a un posto di primo piano nel governo, anche se non premier.