Niente accordo, la Grecia rivota a giugno. Paura del big bang dell’euro

Pubblicato il 15 Maggio 2012 15:23 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2012 18:11
grecia_ bandiera

(foto Lapresse)

ATENE – Niente accordo tra i partiti e il presidente, la Grecia rivota dopo 40 giorni, probabilmente il 17 giugno. Così la paura del big bang dell’euro sale: Atene affonda le Borse e fa schizzare anche lo spread tra Btp e Bund facendolo avvicinare a quota 440 (437) dopo l’ennesimo flop nei colloqui politici. La Borsa di Atene subito precipita a meno 4% e le banche perdono oltre l’8%.

La prospettiva di un nuovo voto subito amplia le vendite delle Borse europee: le peggiori sono Madrid e Milano, Bruxelles è debole. Vanno male le banche e le assicurazioni: Unipol, Fonsai e Mps perdono.

“Purtroppo la Grecia va verso nuove elezioni per colpa di qualcuno che ha messo i propri temporanei interessi politici al di sopra degli interessi della nazione”. Con queste parole il leader socialista Evangelos Venizelos ha commentato l’esito della riunione del presidente Papoulias con i leader dei partiti, che si è conclusa senza nessuna intesa.

L’incontro al palazzo presidenziale per decidere la formazione di un governo ad interim per portare il Paese alle urne è stato già fissato per il 16 maggio alle ore 13 perché, si legge in un comunicato presidenziale, “le consultazioni si sono concluse senza esito”.

I leader dei partiti eletti in Parlamento, dunque, non sono riusciti a mettersi d’accordo per formare un governo di tecnici che avrebbe potuto rappresentare per la Grecia l’ultima speranza prima di dover necessariamente andare di nuovo a votare.

La possibile uscita di Atene dall’euro continua ad avanzare con lo spettro del rischio contagio che affonda i mercati e l’Eurogruppo cerca una difficile via da seguire per coniugare il rigore nei conti con la sempre più pressante esigenza di rilanciare la crescita.

Sono giorni che si alternano tensioni, minacce e avvertimenti da Berlino rivolti alla Grecia. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta preoccupata per l’addio della Grecia all’euro a e il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble aveva detto il 9 maggio: ”Se la Grecia decide di uscire dall’euro, non possiamo costringerla. Saranno loro a decidere se restare o no”.

Ma la Merkel ha deciso ieri 14 maggio di raffreddare gli animi ponendo sempre in testa ai suoi discorsi il principio per cui l’Europa non può affondare troppo facilmente, ma la Grecia se vuole restare deve rispettare gli impegni. Altrimenti arrivederci. ”La solidarietà per l’euro può finire solo se la Grecia dice semplicemente: ‘non manteniamo l’impegno. Io però presumo che questo non accadrà”, ha aggiunto.

”Dobbiamo fare di tutto per aiutare la Grecia – ha sottolineato Merkel – e per ottenere la crescita”. Ma a mostrare intransigenza nei confronti della Grecia in Germania sono tanti: non è solo l’euroribelle liberale Frank Schaeffler, ma anche Klaus-Peter Willsch, esperto di bilancio della Cdu: ”Noi dovremo chiedere alla Grecia di lasciare la zona euro im modo regolato, senza separarsi dalla Unione europea” ha detto all’Handelsblatt.

”Il dogma secondo il quale nessun paese deve lasciare la moneta unica ha già fatto troppi danni alla politica europea” ha aggiunto. Sulla stessa linea il vice- capogruppo parlamentare dell’Unione Michael Meister: ”Se il governo greco non rispetta gli accordi presi ancora una volta, dovrà assumersi le conseguenze annunciate”.