Ema, ricorso Milano “irricevibile”. Amsterdam: “Siamo pronti”. Sala: “Partita ancora aperta”

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 febbraio 2018 19:27 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2018 19:27
Ema, ricorso Milano "irricevibile". Amsterdam: "Siamo pronti". Sala: "Partita ancora aperta"

La sede dell’Ema (Foto Ansa)

MILANO – Sfumano le speranze di Milano di vedersi assegnata in seconda battuta la sede dell‘Ema, l’agenzia del farmaco europeo. In un documento l’ufficio giuridico del Consiglio dell’Unione europea bolla come “manifestamente irricevibile” il ricorso di Milano. Mentre il governo olandese assicura che il Paese è pronto a ricevere l’Ema.

Ben diversa, ovviamente, la visione del capoluogo lombardo, secondo cui il ricorso è “fondato e ricevibile”. Palazzo Marino sottolinea inoltre che il Consiglio Ue “non rigetta nulla perché non ha il potere di farlo”. Mentre il sindaco, Beppe Sala, parla di un’azione difensiva che il Comune si aspettava e dice: “La partita è più aperta che mai”.

Tutt’altre è la versione che arriva da Amsterdam, dove oggi, 22 febbraio, è arrivata una delegazione di europarlamentari “e possiamo assicurarvi che l’Olanda è pronta per accogliere l’Ema”, ha detto il vicepremier olandese Hugo De Jonge. “Rispetteremo i tempi e assicureremo l’operatività dell’agenzia, yes we can, yes we will”, ha aggiunto.

Il capo delegazione dell’europarlamento, Giovanni La Via, dopo aver visionato la sede dello Spark Building, aveva lamentato le poche risposte provenienti da Amsterdam: “E’ un momento intenso, abbiamo fatto un sacco di domande e non ci sono moltissime risposte. Si fermano sempre a quella che è l’offerta fatta. In realtà abbiamo scoperto che gli aggiustamenti della sede non prevedranno un tender, cioè un bando di gara, e pensano di poterlo effettuare in tempo. E’ emerso pure che non c’è un piano alternativo. Se i lavori non dovessero essere pronti in tempo non c’è una alternativa”.

Secondo il Consiglio Ue, però, il Comune di Milano avrebbe commesso un “errore” perché ha fatto ricorso contro la “decisione del Consiglio dell’Unione europea”. Ma il Consiglio, si legge nel documento, “non può essere considerato l’autore della decisione impugnata, visto che è stata presa dai rappresentanti degli Stati membri”. Inoltre, continua il documento, il Comune di Milano non è il destinatario dell’atto impugnato, perché “non ha avuto alcun ruolo diretto nell’intera procedura di selezione che ha unicamente visto coinvolta la Repubblica italiana”.

Su questo punto, però, va osservato che anche il governo italiano ha depositato il 31 gennaio un ricorso alla Corte di giustizia europea. L’avvocatura dello Stato, nell’argomentare il ricorso di Palazzo Chigi, si richiama tecnicamente allo “sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, indotto dalla non corrispondenza della situazione di fatto della sede di Amsterdam alle informazioni fornite in sede di offerta”. Insomma, è la posizione del governo italiano, il “Consiglio europeo avrebbe deciso sulla base di notizie non veritiere”.