Enrico Letta: “Elezione diretta del Presidente della Commissione Ue”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2013 17:36 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2013 17:36
Enrico Letta: "Elezione diretta del Presidente della Commissione Ue"

Enrico Letta: “Elezione diretta del Presidente della Commissione Ue” (Foto Lapresse)

BLED (SLOVENIA) – Elezione diretta del Presidente della Commissione Europea, è la proposta lanciata dal premier Enrico Letta per “ridare potere ai cittadini”. ”Dobbiamo accettare che i cittadini siano decisivi. I partiti principali decidano i candidati”, ha detto il primo ministro italiano intervenendo al Bled Strategic Forum, in Slovenia.

La proposta di Letta punta a evitare che la decisione sul nome del successore di Josè Manuel Barroso diventi una “nightmare negotiation”, un negoziato da incubo ”tra 28 leader chiusi in una stanza a Bruxelles. I cittadini sono là – ha sostenuto – hanno il potere e devono decidere”.

Il presidente della Commissione è una figura fondamentale per la rappresentanza europea, ha proseguito Letta, nel corso di un dibattito con il presidente della Slovenia, Borut Pahor, e quello dell’Austria, Heinz Fischer, definendo il 2014 un anno cruciale per lo sviluppo dell’Europa.

Alla base della sua proposta c’è il presupposto secondo cui “possiamo essere potenti solo se parliamo una voce unica, altrimenti non siamo in grado. Voglio un’ Europa forte, altrimenti non avrebbe senso continuare nel mondo di oggi”. Non solo: per Letta “l’Europa ha un problema più politico che economico”, perché”non siamo capaci di decidere al momento giusto. L’Italia, ad esempio, ha speso 50 miliardi di euro per sostenere il sistema bancario di altri Paesi proprio a causa di questi ritardi”. Dunque “la crisi ha dimostrato che c’è più bisogno di un’Europa politica, perchéabbiamo perso miliardi di euro per aver ritardato i tempi delle decisioni o aver sbagliato quei tempi”.

Di qui l’idea di dare a quella voce unica una leadership forte perché legittimata dal consenso dei cittadini. “La voce dell’Italia sarà sempre una voce europea, e lo sarà anche al G20 di San Pietroburgo. E credo che anche le altre voci saranno molte ‘europee’.