Erdogan invade la Siria, occupa mare di Cipro, caccia nave italiana

di Riccardo Galli
Pubblicato il 26 febbraio 2018 11:36 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2018 11:36
Erdogan Turchia invade la Siria, occupa mare di Cipro, caccia nave italiana

Erdogan invade la Siria, occupa mare di Cipro, caccia nave italiana (foto Ansa)

ROMA – Erdogan invade la Siria. Invasione territoriale, altro non è la spedizione militare turca nel nord ovest siriano. Invasione che esplicitamente punta ad annessione di un pezzo di territorio di altro Stato, appunto la Siria.

La Turchia non nasconde le sue intenzioni, anzi. Sbandiera in faccia al mondo il suo diritto a fare ai suoi confini e oltre i suoi confini come le pare. Erdogan fa più di quello che Putin ha fatto in Crimea, fa quel che Saddam fece in Kuwait. Ma nessuno lo minaccia, tanto meno lo ferma. Perché Erdogan ha un forte esercito, la Turchia è un paese forte tenuto con mano forte. Quindi impone la legge del più forte e il resto del mondo più o meno abbozza.

Erdogan che con i suoi mezzi corazzati e le sue truppe d’assalto invade il Nord della Siria con le sue navi da guerra occupa e blocca il mare di Cipro. Cipro, uno Stato dell’Unione Europea. Cipro, un’isola tagliata in due da una ormai decennale invasione militare turca. Cipro, un pezzo dell’isola di Cipro occupata da militari turchi a dar vita a uno Stato che nessuno riconosce se non la Turchia. In nome e per conto di questo Stato sua creatura, la Turchia di Erdogan dichiara che il mare antistante l’isola di Cipro è roba sua, roba sotto il controllo turco.

Erdogan fonda quindi un nuovo-antico diritto internazionale, quello delle cannoniere. Funziona così: mi sono preso con la forza un pezzo di territorio, dichiaro quindi acque territoriali di mia sovranità quelle intorno alla terra che mi sono preso con la forza. Accade quindi che il governo di Cipro faccia accordi con francesi o tedeschi o italiani per cercare in quelle acque giacimenti di gas e che Erdogan mandi le sue navi da guerra a bloccare e poi a cacciare la piattaforma Eni.

Erdogan fa nel Mediterraneo quel che le potenze coloniali facevano in Africa: dichiara sua la terra che occupa con navi e soldati, la terra e le acque. Ma nessuno ferma Erdogan e Cipro, Europa ed Eni fanno marcia e macchina indietro.

Dicono nessuno faccia nulla perché Erdogan blocca in parte in Turchia i fuggiaschi siriani e afgani che altrimenti diventano migranti in Europa. Vero fino a un certo punto. Anzi questo sta diventando un alibi per l’Europa. Un buon alibi, ma sempre e solo alibi.

La verità è che Erdogan che mette in galera o licenzia centinaia di migliaia di turchi, che mette in carcere i parlamentari dell’opposizione, che cancella libertà di informazione e stampa, che riporta la Turchia alla teocrazia, che sta per ripristinare il reato d’adulterio, che di fatto ha introdotto l’obbligo del velo per le donne, che ammazza curdi dovunque li trova, che invade militarmente la Siria, blocca Cipro e le navi italiane ed europee…questo Erdogan fa paura perché è forte e all’Europa, sia dei governi che delle pubbliche opinioni, piace tanto contrastare i dittatori, ma solo quelli deboli, molto deboli.

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