Europee 2019, sorpresa olandese: laburisti primi, alleati Salvini ultimi. Ma…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Maggio 2019 11:40 | Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2019 11:44
Elezioni Europee 2019, sorpresa olandese: laburisti primi, alleati Salvini ultimi. Ma...

Europee 2019, sorpresa olandese: laburisti primi, alleati Salvini ultimi. Ma… (foto Ansa)

ROMA – Europee 2019, sorpresa! Anzi sorpresona. La sorpresa olandese è (sarebbe) che alla prova del voto gli olandesi non hanno dato corpo alla profezia che doveva auto avverarsi. I sondaggi dicevano di un buon se non ottimo risultato degli anti Ue e anti tutto, insomma quel che oggi va sotto la denominazione “populisti”. Gli exit-poll dicono praticamente il contrario.

Ieri si è votato in Olanda (e anche in Gran Bretagna). Si è votato di giovedì (seguendo una tradizione e un calendario elettorale che si vuole, con qualche fondamento, abbia designato il giovedì giornata di voto perché nel wek-end il tasso di sobrietà risultava all’epoca decisamente basso). Si è votato per davvero sull’onda di sondaggi che pronosticavano l’estrema destra prima o seconda al traguardo. All’uscita dei seggi dove si votata gli exit-poll, cioè la ripetizione simulata del voto appena dato al seggio.

Gli exit poll non sono infallibili ma di regola sono più attendibili dei sondaggi. Ecco gli exit-poll in Olanda: primi e più votati i laburisti, secondi i liberal conservatori. Il Forum, formazione anti stranieri e anti Ue, arriva terza o forse nemmeno, galleggia tra il terzo e il quarto posto alla pari con i Verdi (qui formazione di sinistra). L’altra formazione di estrema destra, quella alleata in queste elezioni con la Lega di Salvini (il leader Wilders era sul palco con Salvini al comizio di Milano) arriva praticamente ultima.

Sono exit poll e quindi la sorpresa olandese è sottoposta al…ma saranno poi i risultati veri? L’Olanda è un piccolo paese e di parlamentari al Parlamento europeo ne manda relativamente pochi. Però dopo mesi e mesi in cui l’onda populista è stata narrata come altissima ovunque e sempre, al primo contatto con la realtà ci si accorge di quel che era da sempre: l’estrema destra, populista, anti Ue, anti sistema, anti parlamentaristi, qua e là negazionista che nel vecchio Parlamento europeo aveva sì e no il 10 per cento dei seggi, nel prossimo Parlamento ne avrà circa il 20 per cento. Un raddoppio, ma resta i,l restante ottanta per cento che, fino a suggestione mediatica contraria, resta la maggioranza, abbondante. Abbondante anche in Olanda. Come probabilmente sarà in Germania e in Francia e in Spagna. In un solo paese la destra anti Ue sarà il primo partito. Indovina quale?