Europee, Sardegna pronta a sciopero del voto: “Con la Sicilia è un’arma scarica”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2014 14:23 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2014 14:23
Europee, Sardegna pronta a sciopero del voto: "Con la Sicilia è un'arma scarica"

Europee, Sardegna pronta a sciopero del voto: “Con la Sicilia è un’arma scarica”

CAGLIARI – Alle elezioni europee del prossimo 25 maggio i sardi potrebbero non presentarsi in massa alle urne. La Sardegna, ancora una volta unita alla Sicilia nella generica circoscrizione Isole, non ci sta ed è pronta allo sciopero del voto: i sardi, numericamente inferiori rispetto ai siciliani, difficilmente riescono ad eleggere un proprio rappresentante a Bruxelles, restando così sistematicamente discriminati.

Il malumore si è già raccolto in una pagina Facebook, “No Sardegna? No voto” che lancia una “campagna di boicottaggio delle elezioni europee per il rifiuto del Parlamento italiano di far votare i sardi in un loro collegio unico”. In due giorni il numero dei Likes è schizzato a mille. I promotori dell’iniziativa spiegano:

“Dato che ai sardi con una legge elettorale ingiusta, viene impedito di eleggere i propri rappresentanti al parlamento europeo, non rimane che protestare non andando a votare. Il gioco democratico non è normale, ma truccato. Sono state tentate tutte le strade, sono state proposte leggi ed emendamenti alla legge in discussione al Senato più che giusti ma bocciati. Si è contraddetto il principio di uguaglianza costituzionale fra i cittadini perché mentre la si garantisce ai cittadini siciliani non si garantisce i sardi. Quindi essendo l’arma del voto data ai cittadini sardi scarica, si sceglie semplicemente di non usarla. Il risultato del non voto sarà però un voto di libertà”.

Il malcontento è bipartisan ma non tutti sono persuasi che l’astensione possa giovare alla causa dei sardi. Per Salvatore Deidda, portavoce regionale di Fratelli d’Italia, “il non voto favorirebbe solamente quei partiti maggioritari che in Parlamento hanno voluto bocciare qualsiasi ipotesi di divisione del collegio e si presentano pro Euro e pro Commissione”.

Mentre il Pd punta a un candidato forte e autorevole che non disperda voti, per cercare di massimizzarne le possibilità di elezione. Un nome che incontri il pieno appoggio della direzione nazionale e che sia in grado di raccogliere consensi anche fuori dall’Isola, cioè in Sicilia, e oltre il Pd, magari in area Pse in Europa. Un nome che a detta del quotidiano la Repubblica fa rima, se non addirittura coincide, con Renato Soru.