Europee: tutti aspettano l’Italia, siamo gli ultimi a chiudere i seggi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2014 6:00 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2014 19:31
Europee: tutti aspettano l'Italia, siamo gli ultimi a chiudere i seggi

Europee: tutti aspettano l’Italia, siamo gli ultimi a chiudere i seggi (LaPresse)

ROMA – Elezioni Europee 25 maggio: l’Italia è l’ultima a chiudere i seggi e tutti gli altri 27 Paesi membri dell’Unione europea devono aspettare noi per sapere i primi risultati del voto. Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano intercetta l’irritazione nei confronti degli italiani che serpeggia dei corridoi del Parlamento europeo.

Le nostre operazioni di voto finiscono alle 23, un’ora più tardi di tutti. Lo aveva deciso il governo Letta, riducendo per risparmiare i giorni del voto da due a uno. Non si va più alle urne di lunedì, ma in compenso, per contenere l’astensionismo, i seggi sono aperti dalle 7 alle 23, invece che dalle 8 alle 22.

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Quell’ora in più rovina i programmi di Bruxelles, dove

“stanno facendo di tutto per trasformare queste elezioni nel primo vero voto politico sull’Europa, un po’ come se fossero le presidenziali Usa. Al secondo piano del palazzo del Parlamento intitolato ad Altiero Spinelli c’è un colossale studio televisivo, maxi-schermi, una società di sondaggisti francesi è pronta a fare le proiezioni sulla composizione del Parlamento aggregando i dati nazionali. “Peccato che l’Italia abbia reso tutto questo inutile”, è il commento che si registra nei corridoi del Parlamento in questi giorni: l’esperimento democratico europeo non riuscirà a conquistare la prima serata delle tv del continente per colpa dell’Italia che costringe gli altri 27 Paesi ad aspettare la notte per divulgare i risultati”.

TORNANDO a Bruxelles, visto che il governo Renzi ha confermato la decisione di Letta, tutta Europa deve rallentare per aspettare gli italiani: i nostri risultati arriveranno a notte fonda mentre in altri Paesi le urne saranno già chiuse da ore o da giorni. In Olanda e Gran Bretagna si vota giovedì 22, in Irlanda venerdì 23, in Lettonia, a Malta e in Slovacchia sabato 24, la Repubblica Ceca comincia il venerdì e continua sabato. Nessuno, però, finisce tardi come l’Italia. È di lunedì scorso la decisione della commissione elettorale di Zagabria: alle loro prime elezioni europee, i croati non potranno commentare i risultati con gli speciali tv fino alle 23. Anche se i seggi si chiudono alle 19, bisogna aspettare gli italiani. Le tv italiane a Bruxelles stanno cercando di capire come muoversi : è praticamente impossibile che non filtri alcuna informazione fino alle 23 della domenica, anche perché in molti Paesi ci sono anche elezioni domestiche (il Belgio vota le politiche). E gli exit poll? E le proiezioni? È lecito dare informazioni, anche parziali, sull’andamento del voto in altri Paesi se questo può influenzare le scelte degli italiani? Il garante delle comunicazioni (Agcom) dovrà rispondere in tempi rapidissimi”.