Foibe, Slovenia e Croazia contro Tajani per la frase su “Istria e Dalmazia italiane”. Lui: “Parlavo delle vittime”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 febbraio 2019 20:11 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019 21:20
foibe tajani

Foibe, Slovenia e Croazia contro Tajani per la frase su “Istria e Dalmazia italiane” Lui: “Parlavo delle vittime”

ROMA – “Esprimo la mia ferma condanna e respingo con forza le dichiarazioni di Tajani che contengono elementi di rivendicazioni territoriali e di revisionismo storico”. Con queste parole il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, ha duramente criticato il discorso di Antonio Tajani che ha parlato di “Istria e Dalmazia italiane”. Plenkovic ha detto di aver già parlato con il presidente del Parlamento europeo al quale ha espresso la propria insoddisfazione per il discorso e chiesto chiarimenti.

Intanto il presidente sloveno, Borut Pahor, secondo quanto riportano i media locali, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui ha espresso “preoccupazione” per le “dichiarazioni inaccettabili da parte di rappresentanti di alto livello della Repubblica italiana in occasione della commemorazione delle vittime delle foibe che vogliono creare l’impressione che sia stata una pulizia etnica”. La replica di Tajani: “Nessuna rivendicazione”.

Presidente della Croazia: “Parole inaccettabili”

Contraria alle dichiarazioni di Tajani è anche la presidente della Croazia Kolinda Grabar Kitarovic. “Il revisionismo storico e l’irredentismo sono assolutamente inaccettabili: i fondamenti dell’Unione europea e delle sue istituzioni non sono basati su tali valori – ha detto Kitarovic – respingo e condanno fermamente i tentativi di cambiare la storia e ogni rivendicazione dei territori croati”. Alla presidente fa eco la ministra degli Esteri croata, Marija Pejcinovic Buric, che ha evidenziato come tali frasi provenissero da un’alta carica delle istituzioni Ue, fondate “con l’intenzione che in Europa non si ripetano mai più le guerre”. Per Buric simili messaggi possono giovare solo a coloro che vogliono un’Europa diversa da quella che da sempre viene costruita dall’Unione europea: “Sono contrari allo spirito della riconciliazione, della convivenza e di tutti i valori della civiltà su cui è stata costruita l’Ue”. 

Tajani: “Nessuna rivendicazione su Istria e Dalmazia”

Intanto Antonio Tajani, durante la seduta Plenaria a Strasburgo, ha spiegato che “nel corso del mio intervento di ieri ho voluto sottolineare il percorso di pace e di riconciliazione tra i popoli italiani, croati e sloveni e il loro contributo al progetto europeo. Il mio riferimento all’Istria e alla Dalmazia italiana non era in alcun modo una rivendicazione territoriale. Mi riferivo agli esuli istriani e dalmati di lingua italiana, ai loro figli e nipoti, molti dei quali presenti alla cerimonia”.

Pahor contro Matteo Salvini

La protesta del presidente sloveno, invece, oltre che a Tajani sarebbe diretta anche a Matteo Salvini. Secondo l’agenzia croata Hina, le critiche sarebbero rivolte alle dichiarazioni del vicepremier che ieri ha detto che “i bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali”. Il ministro degli esteri sloveno Miro Cerar ha annunciato che scriverà al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani per esprimergli il rammarico per le “sue inammissibili dichiarazioni” che “non possono fare altro che suscitare un senso di paura”. Intanto fonti diplomatiche hanno riferito che molto probabilmente il governo sloveno chiederà spiegazioni anche all’ambasciatore d’Italia a Lubiana, mentre non è esclusa una nota ufficiale di protesta a Roma.