Francia. Le Pen al 25%. Sarkozy vince con alleati. Sinistra tonfo al 21%

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Marzo 2015 20:19 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2015 9:25
Francia, amministrative. Exit Poll: torna Sarkozy e trionfa 38%. Le Pen frenata

Francia, amministrative. Exit Poll: torna Sarkozy e trionfa 38%. Le Pen frenata

PARIGI –  Alle elezioni locali francesi ha vinto l’alleanza di destra UMP-UDI-Modem, guidata da  Nicolas Sarkozy, che, secondo gli ultimi dati disponibili e messi in rete dal Figaro, ha raccolto il 29% dei voti ma, piaccia o no, il successo maggiore è quello del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, che è arrivato al 25%, con un balzo di 5 punti rispetto alle europee. Il partito socialista del presidente della Repubblica François Hollande scende al 20,9%.

Presentat’arm al Fronte Nazionale di Le Monde, quotidiano di sinistra:

“Il Front National ottiene il miglior risultato nella sua storia nelle elezioni locali: il Fn ottiene risultati particolarmente elevati nell’Aisne, nel Var, nel Nord, nel Vaucluse e nell’Hérault nel primo turno delle elezioni provinciali”.

Dal punto di vista formale vince la coalizione guidata da  Nicolas Sarkozy, uno schieramento di destra cui François Hollande, il presidente inetto, travolto dagli scandali privati e dalle tasse, ha restituito la Francia a Nicolas Sarkozy , che pure molti pensavano di non vedere mai più sulla scena politica, dopo una permanenza a presidente della Repubblica assai indecorosa.

Erano 43 milioni i francesi chiamati alle urne per il primo turno delle amministrative corrispondenti alle provinciali italiane. I sondaggi  davano il Front National della Le Pen favorito di un soffio sull’Ump di Sarkozy. Staccato al terzo posto si sarebbe dovuto piazzare il partito socialista.  Ancora una volta i sondaggisti sembrano aver preso una cantonata.

 

Domenica prossima ci sarà il ballottaggio, che in molti casi sarà un derby di destra, perché in un seggio su 4 la sinistra sarà assente. Proprio per questo il ballottaggio, commenta Paolo Levi per l’Ansa, si annuncia difficile per l’estrema destra:

“Comunque si leggano i risultati, c’è la conferma di un sempre più forte radicamento nel territorio, nonostante il Front national sia stato sorpreso dall’avanzata dei neogollisti dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, alleati ai centristi, nel primo turno delle elezioni provinciali. “Il voto massiccio per il Front National, che si radica elezione dopo elezione, mostra che i francesi vogliono ritrovare la libertà”, ha esultato Marine Le Pen, rivolgendosi – con toni trionfalistici – alle decine di giornalisti che l’attendevano nel quartier generale del partito anti-euro a Nanterre, alle porte di Parigi.

“Il risultato di questa sera è la più bella delle risposte all’attuale sistema”, ha continuato la Dama Nera, parlando di un vero e proprio “exploit”, con una progressione di “dieci punti” rispetto alle provinciali del 2011. Evocando la batosta della maggioranza socialista, le Pen ha poi chiesto le immediate “dimissioni” del premier socialista Manuel Valls, “sfiduciato” da questa elezione. Appena pochi minuti prima, dalle tv sistemate nella grande salone al piano terra della palazzina di Nanterre, la dirigenza lepenista aveva assistito in diretta alle parole di Valls, che invitava “tutti i repubblicani” a sbarrare la strada del Front National nel ballottaggio di domenica prossima.

Secondo le stime pubblicate alle 20:30 dall’Istituto Ifop-Fiducial per ITélé, il blocco di centrodestra composto da Ump- Udi e Modem ottiene il 29,7% delle preferenze. Il Front National segue al secondo posto con il 26,4%. Molto indietro, il partito socialista con appena il 20,9% dei voti. “La nostra formazione è in testa perché gli altri sono partiti aggregati”, conferma il numero due del partito, Florian Philippot, aggiungendo: “Siamo soddisfatti, realizziamo un risultato assolutamente storico per il Front National”. Nella sede del partito, dove sventola una grande bandiera francese al fianco della statua di Giovanna d’Arco, Marine Le Pen era arrivata intorno alle 18:00 del pomeriggio per attendere i risultati insieme ai suoi fedelissimi. Assieme a lei, c’era anche il padre, Jean-Marie Le Pen. Davanti ai giornalisti, ha riconosciuto che la formazione che contribuì a fondare negli anni settanta non è più il primo di Francia.

“Ma non vuol dire niente”, ha puntualizzato l’europarlamentare ultraottantenne, aggiungendo che ciò che conta è la “progressione dei risultati”. Fiero della figlia e della nipote Marion-Marechal Le Pen, la deputata più giovane dell’Assemblée nationale, il grande vecchio dell’estrema destra francese ha poi avvertito: “Prepariamo un nipotino per il 2037”. Noto per le uscite xenofobe e antisemite,Le Pen senior fondò il partito oltre trent’anni fa’, nel 1972, insieme ad un gruppo di neo-nazisti nostalgici dell’ex impero coloniale. Un passato oscuro e pesante per la figlia Marine, che nel congresso di Tours del 2011 ha preso le redini del partito e sta facendo di tutto per dargli un’immagine piu’ moderata e moderna, anche se il nazionalismo, l’eurofobia e la lotta all’immigrazione restano il suo marchio di fabbrica.