Francia contro Apple: “Smartphone che si rompono a tempo. Lo fanno per vendere quelli nuovi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 gennaio 2018 10:32 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2018 10:34
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Francia contro Apple: “Smartphone che si rompono a tempo. Lo fanno per vendere quelli nuovi”

ROMA – Francia contro Apple: “Smartphone che si rompono a tempo. Lo fanno per vendere quelli nuovi”. Dopo le polemiche delle ultime settimane sul rallentamento volontario degli iPhone più vecchi da parte di Cupertino, la Francia apre un’indagine su Apple al riguardo per “truffa” e “obsolescenza programmata”.

La procura della Repubblica presso il Tribunale di Nanterre accerterà se il colosso di Cupertino abbia messo in atto tecniche per ridurre deliberatamente la durata di funzionamento di un prodotto, con lo scopo di velocizzarne i tempi della sua sostituzione.

Ma le grane per Apple sono anche interne: due azionisti chiedono a Cupertino di intervenire per ‘contenere’ la dipendenza da iPhone dei bambini, reclamando di fatto una maggiore responsabilità sociale da parte dell’azienda. La richiesta allarga il fronte critico della Silicon Valley sulle tecnologie. Dopo gli ex manager Facebook che hanno puntato il dito contro l’uso dei social network, ora è infatti Apple sotto pressione. In una lettera aperta al colosso fondato da Steve Jobs, che degli iPhone ha fatto il suo ‘core business’, Jana Partners e Calstrs, bollano come tossica l’accoppiata iPhone-bambini e chiedono ad Apple di intervenire.

Cupertino – è l’idea – dovrebbe sviluppare nuovi strumenti software per aiutare i genitori a controllare l’uso dell’iPhone da parte dei figli. Ma dovrebbe anche studiare l’impatto di un uso eccessivo degli smartphone sulla salute mentale dei giovani, oltre a mettere in piedi un comitato di esperti. “Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie”, scrivono gli investitori.

“Il disagio sociale crescente a un certo punto avrà un impatto negativo anche su Apple. Per questo è importante affrontare subito la questione”. “Nessuna azienda – aggiungono – può esternalizzare questa responsabilità. Apple può svolgere un ruolo determinante nel prestare particolare attenzione alla salute e allo sviluppo della prossima generazione. E’ un buon affare e anche la cosa più giusta da fare”.

L’iPhone è il gadget tecnologico più popolare di tutti i tempi. Solo nel 2017 ne sono stati venduti di 223 milioni, una bella fetta dell’utile della società guidata da Tim Cook. La lettera dei due investitori ha provocato qualche effetto in Borsa e arriva a pochi giorni del caso sul rallentamento delle batterie dei vecchi smartphone. Per quest’ultimo, secondo gli analisti di Barclays, la compagnia nel 2018 rischia di vendere 16 milioni di iPhone in meno del previsto. La lettera degli investitori Apple aggiunge un altro tassello al fronte critico sulle tecnologie.

Il primo è stato aperto qualche mese fa da Evan Williams, uno dei fondatori di Twitter (“Internet si è rotto, si è incamminato su un percorso buio”), mentre più di recente due ex manager di Facebook, Sean Parker e Chamath Palihapitiya, hanno rinnegato il loro passato (ma non i guadagni). Per il primo, il social ha sfruttato le “vulnerabilità della psicologia umana” e “Dio solo sa cosa fa alle menti dei bambini”. Mentre il secondo ha sostenuto che la piattaforma “sta facendo a pezzi la nostra società”. Dopo le critiche, due ricercatori di Facebook si sono interrogati sull’uso dei social, mentre Mark Zuckerberg in persona, tra i buoni propositi di inizio anno si è ripromesso di riparare ai “troppi errori” di Facebook.

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