Francia, stop aumento carburanti. Vittoria dei gilet gialli, ma portavoce minacciati di morte dall’ala dura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 dicembre 2018 10:27 | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2018 13:15
Francia, stop aumento carburanti. Vittoria dei gilet gialli, ma portavoce minacciati di morte dall'ala dura

Francia, stop aumento carburanti. Vittoria dei gilet gialli, ma portavoce minacciati di morte dall’ala dura

ROMA – Il primo ministro francese Edouard Philippe annuncerà stamattina una moratoria di alcuni mesi (6 mesi, a pranzo di oggi è arrivata la conferma) sull’aumento delle tasse sui carburanti che sarebbe dovuto scattare il primo gennaio in un gesto distensivo verso le richieste dei gilet gialli, le cui proteste stanno infiammando la Francia da settimane. La notizia, anticipata da Le Monde, segnala una vittoria dei gilet gialli, movimento populista spontaneo e trasversale unito dalla protesta, anche violenta, contro la carbon tax ma soprattutto contro il presidente Macron, il vero sconfitto.

E del resto, ancora ieri, la situazione era tesissima a Parigi, si è chiuso subito lo spiraglio che si era aperto il giorno prima con l’offerta di un negoziato con 10 portavoce del movimento. Minacciati dagli elementi più radicali, i ‘gilet gialli liberi’ hanno rinunciato. Ed è cominciato così il conto alla rovescia verso un altro sabato di manifestazioni che, sulla loro pagina Facebook, i gilet gialli hanno battezzato ‘Atto 4/o, scioglimento del Parlamento’.

Emmanuel Macron, che aveva dato disposizione al primo ministro Edouard Philippe di ricevere i gilet gialli disponibili al dialogo, ha convocato ieri sera  una riunione d’emergenza con i principali ministri ed ha rinviato una visita all’estero, in Serbia. Il premier sarebbe stato autorizzato dal presidente a fare “un gesto”, una concessione tale da invitare i moderati al dialogo e spezzare così il fronte della protesta. Ma alcuni dei leader che aveva teso la mano – come Jaqueline Mouraud e Benjamin Cauchy – oggi hanno paura. Hanno ricevuto minacce di morte, anche nei confronti dei familiari.

Il “gesto” distensivo è arrivato con la moratoria (congelati anche gli aumenti delle tariffe di luce e gas) annunciata stamane. Intanto nel paese continuano i blocchi stradali, una donna di 80 anni è morta ieri a Marsiglia per le conseguenze di un lacrimogeno che le era piovuto in casa durante i disordini, un manifestante ferito a Tolosa si starebbe aggravando in modo irreversibile. Si inasprisce il blocco delle raffinerie e dei depositi di carburante, già sono centinaia le pompe di benzina con problemi di approvvigionamento.

Mentre continuano le accuse e le polemiche per come è stato organizzato sabato scorso l’ordine pubblico a Parigi, è partito il conto alla rovescia in vista di un nuovo appuntamento con i gilet gialli fra 5 giorni. In assenza di una soluzione politica, si teme da molte parti il ritorno al confronto più duro, quello nelle piazze. I sindacati di polizia hanno parlato di colleghi “esausti per la tensione prolungata” ed hanno chiesto espressamente di vietare la manifestazione. Il malumore nelle forze armate per l’enorme pressione alla quale sono sottoposti poliziotti e gendarmi risale all’inizio dell’ondata di terrorismo islamico, più di 3 anni fa.