Francia, Greenpeace e allarme bomba: caos in parlamento

Pubblicato il 2 Dicembre 2009 21:38 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2009 21:38

greenpeace_logoTrambusto generale all’Assemblea nazionale di Parigi: la camera bassa del Parlamento francese è stata evacuata dopo un allarme bomba, dove poco prima un gruppo di militanti di Greenpeace aveva fatto irruzione per chiedere un maggiore impegno da parte della Francia nei negoziati sul clima in vista del summit di Copenaghen.

L’aula, a quanto riporta l’Ansa, è stata evacuata dopo che, poco prima delle 17,00, è giunta al centralino del parlamento una telefonata anonima che annunciava la presenza di una bomba all’interno dell’emiciclo. I servizi di sicurezza hanno immediatamente lanciato la procedura di emergenza evacuando il palazzo e setacciando la zona. Uno zaino, lasciato molto probabilmente da un deputato, è stato ritrovato nell’emiciclo. Ora l’allarme sembra essere definitivamente rientrato.

Intanto il presidente dell’Assemblea nazionale, Bernard Accoyer, ha denunciato l’organismo ecologista per «aver tentato di appendere alcuni manifesti sul tetto dell’Assemblea nazionale» e per essere penetrato nell’emiciclo, proprio mentre il ministro dell’Ambiente, Jean-Louis Borloo, chiudeva il suo intervento sul summit di Copenaghen. Circa dieci militanti, che prima erano stati avvistati sul tetto dell’Assemblea, si sono poi introdotti all’interno del Parlamento, dove dai banchi riservati al pubblico hanno esibito magliette con il logo di Greenpeace e hanno agitato alcuni cartelloni con la scritta:«È tempo di agire, signor presidente».

Una manifestante, è anche riuscita a raggiungere l’emiciclo calandosi con una corda e interrompendo i lavori parlamentari, prima di essere cacciata con la forza. «Copenaghen non può fallire. Oggi, nulla è perduto. Tutte le opzioni sono sul tavolo», afferma Greenpeace in un comunicato, in cui invita il presidente Nicolas Sarkozy a «ridurre le emissioni francesi del 40% entro il 2020 e fissare a 4,2 miliardi di euro annuali il contributo della Francia al sostegno dei Paesi in via di sviluppo».