Francia, Hollande presidente: attesa reazione mercati, lo spettro dell'81

Pubblicato il 6 Maggio 2012 - 20:17 OLTRE 6 MESI FA

PARIGI – Il trionfo del socialista Francois Hollande all'Eliseo, il caos in Grecia con il crollo dei due maggiori partiti 'pro-rigore', la sconfitta della linea dell'austerita' dettata nei mesi scorsi dalla Merkel. In Europa e nel mondo si pensa gia' al possibile effetto che la tornata elettorale suscitera' domani sui mercati, volatili e in tensione in questo periodo di crisi e cambiamenti politici.

Il timore di molti, spesso evocato anche dalla stampa, e' che si ripeta quanto successo nel maggio 1981, quando venne eletto il primo e finora unico presidente socialista della Francia, Francois Mitterrand, con un crollo della Borsa di Parigi di oltre il 17% in una settimana. Gia' dopo il primo turno, in effetti, il risultato favorevole a Francois Hollande aveva fatto paura ai mercati, accentuando le perdite in una giornata gia' nervosa per dati macroeconomici negativi giunti da Cina ed Europa e per la crisi di governo apertasi in Olanda, spingendo Parigi a un calo del 2,83% e le altre grandi piazze europee a ribassi di oltre il 3%.

La situazione era pero' tornata alla calma gia' nella giornata successiva, quando tutti i principali indici del vecchio continente erano tornati in verde, e anche la temuta volatilita' si e' rivelata abbastanza contenuta, anche su valori molto sensibili come quelli bancari e assicurativi.

Piu' delicata la situazione sul mercato obbligazionario, gia' oggetto di tensione per la crisi del debito sovrano in Europa e per la difficolta' a finanziarsi registrata nelle scorse settimane da alcuni Paesi, Spagna in testa. Alcuni temono una vendita massiccia di titoli francesi sul mercato secondario, che farebbe schizzare i rendimenti verso l'alto, mettendo in difficolta' Parigi e i suoi piani per la riduzione del deficit e il riassetto di bilancio. Anche in questo caso, nel lunedi' dopo il primo turno si era osservato del nervosismo, con gli spread (differenziali di rendimento) con il bund tedesco che erano arrivati a toccare quota 150, livello elevato ma ancora lontano dai record di 170-180 toccati a fine estate in piena tempesta sulla zona euro.

Resta infine l'incognita Foat, il nuovo future sul debito francese lanciato dalla piattaforma Eurex alla vigilia delle elezioni: oggetto di forti polemiche e timori speculativi durante la campagna elettorale, si e' finora rivelato un mezzo flop, suscitando ben poco interesse da parte degli investitori, ma se lo scenario di attacco dei mercati alla Francia si concretizzasse potrebbe essere utilizzato per aumentarne l'impatto.