Gb. Boris Johnson, sindaco Londra vs Putin: “Noi isoletta? Roditi il fegato”

di Alessandro Carlini
Pubblicato il 1 ottobre 2013 23:58 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2013 1:30
Gb. Boris Johnson, sindaco Londra vs Putin: "Noi isoletta? Roditi il fegato"

Boris Johnson (Foto LaPresse)

LONDRA – “Non siamo un isoletta, Putin roditi il fegato“. Tuona da Londra il sindaco Boris Johnson. Ed è solo questione di tempo. Johnson appare sempre più pronto a tornare in parlamento e di lì a scalare la leadership dei conservatori: lo ha dimostrato il 1à ottobre accendendo gli animi al congresso del partito a Manchester. E l’attuale leader e premier David Cameron non può frenare l’impeto dell’amico-rivale: ‘I love Boris’, ha detto alla Bbc, e poi aggiunto che il sindaco di Londra è il benvenuto a Westminster.

”A un certo punto”, ha però sottolineato il premier nei suoi interventi, difendendo con le unghie e coi denti la poltrona di Downing Street sulla quale siede solo da tre anni. Ma Boris è travolgente, conquista i delegati ed è sferzante con un tono che ormai suona come quello di un premier.

Si lancia perfino nella sua amata politica estera. ”Non siamo una piccola isola ma possiamo diventare il più grande Paese d’Europa. Roditi il fegato Putin”, ha tuonato, rispedendo al mittente una dichiarazione sulla Gran Bretagna attribuita settimane fa a un portavoce del presidente russo Vladimir Putin (e peraltro smentita da Mosca).

Johnson ha poi scherzato sul futuro del premier David Cameron: “Gli ex primi ministri sono ottimi sindaci”, ha detto. Il pubblico, compreso lo stesso Cameron, è esploso in una risata. E’ solo una delle sue tante battute. Fa già campagna elettorale per il 2015 e attacca il Labour paragonandolo alla nave Costa Concordia e poi si corregge, ”forse è meglio il Titanic”.

La stampa è tutta per lui, lo circondano, gli chiedono lumi sul suo futuro. Lui conferma di aver parlato con Cameron e che è pronto a dare il suo contributo al partito per le elezioni del 2015 ma, davanti alla fatidica domanda, lo ammette lui stesso che ”sta svicolando”.

”Il mio programma è quello di restare sindaco per i prossimi 750 giorni o quelli che sono, non voglio lasciare la mia carica fino a quando non avrò portato a termine alcuni progetti”. Il primo cittadino è già stato deputato conservatore fra il 2001 e il 2008. E per lui si parla già di un seggio per il quale si potrebbe candidare, quello di Croydon South.

Anche se il portavoce di Johnson ha smentito. Ma pare che Boris questa volta sia veramente proiettato verso posti di responsabilità più alti. ”Dipende tutto da Boris – ha precisato Cameron – Ne abbiamo discusso e il mio messaggio è che è un ottimo sindaco di Londra, ha fatto un grande lavoro, ha molto in più da dare alla politica e sarebbe grandioso riaverlo nella Camera dei Comuni, a un certo punto, per contribuire alla vita pubblica”.

Il premier cerca così di nascondere un suo certo imbarazzo di fronte al successo di Boris, soprattutto dopo che da mesi è alle prese con le ‘ribellioni’ dei suoi deputati, in particolare gli euroscettici, che potrebbero vedere nel sindaco un loro possibile sostenitore.

E Boris appare anche come l’unica vera ‘arma’ contro il pericolo rappresentato dagli euroscettici dell’Ukip, che avrebbero sottratto voti ai tory e chiedono, forti dei loro numeri, di siglare un accordo elettorale. Cameron ha addirittura intimato ai suoi deputati di non pensare a nessun dialogo con quelli dell’Ukip. Può impedire questo ma non certo l’ascesa di Johnson.