Gb, le memorie di Mandelson rivelano: “Nick Clegg chiese la testa di Gordon Brown”

Pubblicato il 12 luglio 2010 12:49 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2010 12:58

Peter Mandelson

Gordon Brown avrebbe fatto di tutto per non lasciare il suo posto di capo del governo, ed era pronto a una coalizione con i liberal-democratici. Ma fu Nick Clegg, leader dei lib-dem, a dirgli esplicitamente che non ci sarebbe stata nessuna coalizione finché lui non avesse dato le dimissioni.

La rivelazione viene dal discusso libro ‘The Third Man’ (Il terzo uomo), autobiografia di Peter Mandelson, ‘l’uomo delle tenebre’ del partito laburista, uno dei membri più potenti dell’ex governo guidato da Gordon Brown.

In un estratto del libro pubblicato oggi sul Times, Mandelson racconta come Brown aveva addirittura già stilato una possibile ripartizione degli incarichi di governo tra laburisti e lib-dem, ma fu stroncato non solo dall’opposizione di Clegg ma anche da quelle interne al partito.

“Non si tratta di animosità personali – avrebbe detto Clegg, secondo il racconto di Lord Mandelson, durante un incontro segretissimo con Brown – ma non è possibile garantire la legittimità della coalizione e vincere un referendum, a meno che tu non vada via dignitosamente”.

Pressioni per le dimissioni dell’ex premier venivano però anche dall’interno del partito, racconta Mandelson, in cui per molti era ormai chiaro che qualsiasi accordo avrebbe previsto le dimissioni di Brown. Anche Blair intervenne: “Tony ci disse che l’opinione pubblica non avrebbe accettato che Gordon rimanesse”, scrive Mandelson. Alla fine dell’incontro con Clegg, continua l’ex ministro, Brown non diede nessuna risposta certa e i mediatori lib-dem, che avevano sperato in un accordo con i laburisti, ne rimasero delusi.

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