Gb: allo studio riforma “lacrime e sangue” per la polizia che in cambio avrà il diritto di scioperare

Pubblicato il 2 Ottobre 2010 17:12 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2010 17:16

Per la prima volta i poliziotti britannici potrebbero conquistare il diritto a scioperare, ma in cambio di una revisione radicale dei loro stipendi, del loro generoso regime di straordinari, delle pensioni e della fine del posto fisso, finora garantito: la riforma ”lacrime e sangue”, finora solo ipotetica ma in linea con il piano di austerità del governo Cameron-Clegg, è stato preannunciato dalla ministra per l’interno del Regno Unito, Theresa May, e ripreso oggi dalla stampa online britannica.

La May ha dichiarato che ”nulla sarà intoccabile”, facendo prevedere dure proteste dei poliziotti, e ha dichiarato di aver affidato la ”gatta da pelare”, cioè il compito di ascoltare le parti e di elaborare il piano, all’ex responsabile dell’ autorità di controllo sulle ferrovie, Tom Winsor. ”Abbiamo bisogno di soluzioni radicali – ha dichiarato la titolare conservatrice del Home Office, citata dall’Independent – per migliorare il servizio di polizia e in questa revisione nulla può essere ‘off limits’. È indispensabile avere un servizio di polizia moderno e flessibile. La revisione contribuirà ad assicurare che gli agenti possano svolgere il servizio in prima linea che la gente vuole, garantendo allo stesso tempo un giusto valore al denaro” pubblico.

In altre parole, l’introduzione di ”moderne pratiche manageriali” nel servizio di polizia (Metropolitan Police) che, secondo i dati citati dalla stampa, costa al contribuente quasi 11 miliardi di sterline. Solo il fondo per gli straordinari, scrive l’Independent, costa 450 milioni di sterline l’anno (387 milioni per il Daily Mail). Alcuni agenti, secondo l’Independent, con gli straordinari guadagnano fino a 50mila sterline l’anno. Schemi che il governo giudica troppo ”generosi” – un agente viene pagato 100 sterline per rispondere al telefono una volta finito l’orario, scrive il Mail – e non più in linea con le esigenze di risparmio che il governo di coalizione fra Tories e Lib-dem esige, premendo anche sul Home Office perché non faccia eccezione e riduca le sue spese del 25 per cento.

Ma non basta: nel mirino del governo c’è anche il regime pensionistico dei 140 mila agenti in servizio presso 43 polizie territoriali solo in Inghilterra e Galles, che garantisce dopo 30 anni di servizio due terzi dell’ultimo stipendio a fronte di un contributo dell’11 per cento sulla busta paga e un’età media di pensionamento di 51 anni – e anche la loro non licenziabilità, stabilita da una vecchia regola.

Nello studiare la revisione, assicura Tom Winsor, ”sarò guidato dal principio prioritario della equità”, nei confronti dei poliziotti, del servizio e dei contribuenti. Intanto, in attesa che l’ipotetico provvedimento prenda corpo, l’unica concessione alla categoria che sembra profilarsi è quella del diritto di sciopero, negata finora a polizia e forze armate.